Come va Vlado? “Ciao Enrico, tutto bene. Ci prepariamo per la prossima partita”. Poche parole (si tratta di un sms), come ben sappiamo Petkovic ha sempre espresso la sua dignità attraverso un atteggiamento riservato.
La ‘sua’ Algeria se la deve vedere con la Svizzera. Di Granit Xhaka, ma soprattutto di Murat Yakin. Un confronto diretto tra i due mister è impietoso per il selezionatore rossocrociato (parliamo di look, di come si presenta sulla panchina). È però vero che l’abito non fa il monaco (celebre proverbio).
La carta d’identità dice 51 anni per il basilese e 62 per il croato. Conta qualcosa? Crediamo di no. Se mai dobbiamo convincerci che i nordafricani non si presentano, all’alba di venerdì, come squadra ‘brancaleone’.
Ne è persuaso anche Nicolò Casolini che dagli studi Rsi, in un ambiente ovattato e luminosissimo, vestito elegantemente, fa ‘sentire’ il peso della sfida, senza tanti giri di parole: “Dal punto di vista drammaturgico del giornalismo è qualcosa di bello, da quello calcistico sarà dura, molto dura”. Una convinzione, la sua, assoluta: “La conoscenza di Petkovic, quello che gli preparerà Morandi, il pubblico - abbiamo visto come spingono la squadra i tifosi dell’Algeria - ci danno la misura di una partita complicatissima”.
Sembra essere sulla stessa ‘linea’ il giornalista del ‘Blick’ che proprio in questi giorni esalta (sic!) lo spessore tecnico di Vlado: “È un allenatore dalle doti e capacità notevoli”. Mette in evidenza l’exploit realizzato a Euro 2020 contro la Francia campione del mondo, una ‘storica’ vittoria ai calci di rigore dopo uno spettacolare 3-3 con doppietta di Haris Seferovic e la rete di Mario Gavranovic dopo essere andati sotto di due reti. Nessun accenno però alla ‘cagnara’ che era stata inscenata dal giornale da boulevard contro Petkovic, colpevole di non saper dialogare con i giocatori, al contrario di quanto ebbe a dichiarare Xhaka (“L’allenatore è sempre in contatto con noi, discute di cose buone e meno buone…”).
Chiamato a Roma (!) sul fronte della Lazio (vincitrice della Coppa Italia nel 2013 grazie a una rete di Lulic - già ACB - nel derby capitolino. Il ‘Messaggero’: “Un trionfo da ricordare!”), Vlado si guadagnò un’acclarata fama: “Il tecnico bosniaco - scrisse Clemente J.Mimum, a quei tempi direttore del Tg 5 - ha cambiato la mentalità del gruppo. Lotito se lo tenga ben stretto!”.
Ha ragione Casolini. Vlado e Davide sono un grosso pericolo per la Svizzera. La loro strategia ha le caratteristiche del ‘colpisci e scappa’. Guarda caso è anche il titolo di un famoso thriller.
(Foto ENLA di un giovane Vladimir Petkovic)