Dopo le sconfitte di Germania e Paesi Bassi, la Francia
riporta l'Europa calcistica nel posto che gli compete, in attesa delle
iberiche, del Belgio, dell'Inghilterra e, ovviamente, della Svizzera. Il tutto
in una competizione dove il ruolo del vecchio Continente viene sempre più
ridotto, a vantaggio di altre realtà calcistiche le quali, tuttavia, dal
punto di vista tecnico, non hanno dato un grande valore aggiunto. Basterebbe
guardare, infatti, i risultati delle asiatiche (e non solo) per averne
conferma. Certo, Infantino si frega le mani: per lui è tutto consenso, i voti
dei Paesi calcisticamente in via di sviluppo valgono come quelli delle
federazioni europee storiche. Noi vecchi appassionati, ai quali bastava una
foto per contestualizzare di quale edizione dei Mondiali si trattasse, siamo
evidentemente ai margini, visto che siamo maggioranza solo a casa nostra.
I pronostici sono sempre complicati, a questo livello.
Dopodiché, Francia e Argentina, sinora, hanno fatto vedere qualcosa in più,
anche se il Brasile va sempre considerato in questi ambiti. Il resto
sembrerebbe essere uno o più gradini verso il basso, anche se questa è una
competizione dove non devi sbagliare assolutamente nulla. E, del resto, in caso
contrario, non saremmo viziosi di calcio. Questo, va detto, nonostante il
sistema ce la stia mettendo tutta per farcelo passare, questo vizio.
Dopo le pause di tre minuti a metà tempo, ci giunge dalla
rete l'eco di una novità che farà certamente discutere. L'IFAB starebbe infatti
valutando l'abolizione dei tempi supplementari, sostituendoli con una nuova
formula dei tiri dagli undici metri, che coinvolgerebbe tutti i giocatori di
movimento: dieci rigori, quindi. La prima obiezione che ci viene in mente é: ma
se una (o entrambe) le squadre avessero subito delle espulsioni? Tira il
portiere o un tiratore ripete il calcio di rigore? E l'equità sportiva? Va bene
la pubblicità, la televisione eccetera: ma non si sta andando troppo oltre,
snaturando il gioco? Noi c'eravamo ai tempi del Golden gol e del Silver gol: è
durata pochissimo. E, col senno del poi, era molto più equa, come formula.
Giusto innovare, è nella natura umana. Però, il calcio è
ancora qualcosa che ha un legame forte con la tradizione. Attenzione a far
disamorare i papà e i nonni in Europa. Perché potrebbero non portare più i
nipoti allo stadio. E le cose umane, senza emozioni o sentimento, non valgono
più niente. Come potrebbero, un domani, valere poco o nulla le partite alla
televisione.
(Foto Immagini RSI)