La notizia era nell’aria. A 34 anni Benjamin Conz dice basta. Con il contratto scaduto nella sua Porrentruy, l’estremo difensore appende i gambali al chiodo. Il giurassiano sarà l’assistente allenatore e il coach dei portieri del Franches-Montagnes, compagine di MyHockey League. Con “Benji” lascia uno dei portieri più longevi degli ultimi lustri. La sua carriera ai massimi livelli era cominciata prestissima. Indimenticabile, a soli 17 anni, il suo esordio da titolare nel Ginevra. Un inizio col botto, con uno shoutout ottenuto sotto la volta della vecchia Valascia. Un debutto splendido, il presagio a una signora carriera, con un ulteriore slancio ai Mondiali U20 del 2010, con Conz premiato in qualità di miglior portiere della rassegna iridata. 18 stagioni in NL, un numero incredibile, malgrado la statura non certo ideale e una struttura fisica non propriamente top. “Io non so come fa a stare tra i pali ed essere così performante”, ci disse qualche anno fa un suo collega di National League. Conz ha avuto una costanza incredibile. La parte del leone nella sua carriera l’hanno fatta le tappe di Friborgo e Ambrì, ma non si possono nemmeno dimenticare i suoi brevi passaggi a Langnau (con la storica conquista dei playoff) e a Lugano. Gli è mancata la consacrazione, con quella finalissima persa con il Gottéron nel 2013, la sola disputata in carriera. L’unico trofeo alzato in carriera è così la Coppa Spengler vinta con l’Ambrì. La penultima tappa del suo lungo cammino. una tappa lunga, durata ben 7 stagioni, in cui Conz è stato capace di farsi apprezzare con la sua semplicità. Un passaggio indelebile, prima del ritorno nel suo canton Giura. Ben 687 le partite disputate in National League. Un numero considerevole per un portiere che ha sfidato per così dire le leggi, dimostrando che non bisogna per forza essere degli atleti modelli e avere un fisico asciutto per arrivare e mantenersi a certi livelli. Proprio per questa sua perfetta imperfezione ha saputo infondere magia. Grande Benji.
(Postfinance/PHOTOPRESS/Karl Mathis)