L'eliminazione della
Germania ai Mondiali 2026 ha scatenato un vero e proprio terremoto mediatico.
Le critiche della stampa, incluso il quotidiano BILD, puntano il dito contro
una gestione caotica, una comunicazione deficitaria e una serie di decisioni
tecniche del ct Julian Nagelsmann che hanno spaccato lo spogliatoio.
Le
polemiche ruotano attorno a questioni chiave:
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Esclusioni e turnover: La scelta di schierare Deniz Undav titolare solo nell'ultima partita —
nonostante i gol decisivi subentrati nelle prime sfide — ha sorpreso gli stessi
giocatori, che lo hanno appreso in diretta.
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Ruoli stravolti: Joshua Kimmich è stato spostato in difesa senza alternative naturali, e
le continue rotazioni (come i quattro cambi drastici al 60° contro l'Ecuador)
hanno impedito alla squadra di trovare certezze e automatismi.
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Gestione del gruppo: Molti atleti hanno lamentato la mancanza di dialogo con l'allenatore,
un isolamento vissuto nel ritiro di Winston-Salem e una comunicazione fredda
anche su questioni delicate (come nel caso del portiere Oliver Baumann
retrocesso a secondo).
Dopo
l'uscita anticipata dal torneo, la Federcalcio tedesca (DFB) si trova ora a un
bivio: i vertici federali dovranno valutare se sollevare Nagelsmann
dall'incarico, aprendo le porte a un nuovo ciclo tecnico, oppure se apportare
modifiche mirate allo staff dirigenziale e di spogliatoio.
Insomma, un bel caos per una squadra che dopo il successo nel Mondiale del 2014 in Brasile, ha raccolto un fallimento dietro l'altro.