Tramontano le stelle,
arriva l'alba e molto probabilmente le piazze ticinesi da Bellinzona
a Mendrisio, passando per Lugano, saranno piene. Il Mondiale è anche
lo schermo gigante, tifosi che si ritrovano, si incontrano e vogliono
esultare. Piazze che diventano luoghi, intesi come spazi dove si
forma una comunità. È la forza del calcio, uno sport capace di
generare una passione che non conosce confini e molto spesso anche
limiti. Tra il Mondiale americano e gli orari europei c'è
idiosincrasia. Per Svizzera-Algeria tocca alzarsi presto, e se si
vuole essere coinvolti nell'emozione collettiva, bisogna scendere in
piazza: all'alba. All'alba sorge non solo il sole, ma anche la
speranza. La Svizzera è favorita, vuole confermare il suo valore; è
ambiziosa, vuole continuare la sua avventura. È scontro diretto, è
dentro o fuori, tutto è possibile, ergo: il dettaglio deve essere
controllato e dominato. E la piazza ticinese per una volta non è
quella della finanza, ma quella delle persone di diverse generazioni,
pronte a vivere un momento, un istante. È il Mondiale, e solo una
simile rassegna è capace di scatenare simili pulsioni e istinti. Il
resto diventa un contorno, le criticità per ora non interessano.
E al sorgere del sole ci sarà il fischio d'inizio, un principio così...
MONDIALI
All'alba vincerò