Mondiali
Da Vlado a Vlado, per il definitivo salto
Pubblicato il 02.07.2026 13:35
di Sandro Solcà
È vero, il nostro cammino in questo Mondiale nordamericano non è finora stato esaltante o convincente, ma vanno sottolineati diversi aspetti. Il primo, il più vicino e il più “controllabile”: non fosse stato per quello sciagurato secondo tempo nell’esordio contro il Qatar, culminato con il pareggio subìto al 94’, staremmo parlando di un percorso netto, cosa riuscita solamente al Messico (occhio alla selezione di Aguirre…) e alle due grandi favorite Francia e Argentina, in due gruppi di difficoltà totalmente opposta tra loro. Questo aspetto dovrebbe da solo esaltare quanto fatto da Manzambi e soci, ma non va dimenticato come altre nazionali più blasonate abbiano incontrato difficoltà ben maggiori, dalla Germania già eliminata e convincente solo nel secondo tempo dell’esordio contro Curaçao, passando per un’Inghilterra dai mille dubbi e un Belgio palesemente in difficoltà, ma che in qualche modo riesce sempre a piazzare la sfangata decisiva. Senza tralasciare la Spagna campione d’Europa in carica, impostasi di misura contro un Uruguay in subbuglio e la Turchia, forse la più grande delusione di tutto il torneo sin qui.
Contro l’Algeria di Petkovic ci sarà da soffrire più del previsto, nonostante i valori parlino in favore della Svizzera. Questo Mondiale, nato come “il peggiore di sempre” ci sta proponendo una parità di livello tattico quasi mai vista nelle scorse edizioni, e questo mette a dura prova chi forse ha più talento ma scende in campo con la mentalità sbagliata. In tal senso, però, in una notte che sarà più corta delle altre, possiamo dormire sonni tranquilli. Alla selezione di Murat Yakin non manca il talento, ma soprattutto non manca il carattere e la pazienza per imporsi in sfide come quella di domani mattina. Il vero test sarà quello di scontrarsi contro il proprio passato, contro quel punto fermo dal quale è stato costruito il rispetto internazionale del quale gode la nostra nazionale. Di quella Svizzera non è rimasto molto, “solo” i leader, Xhaka su tutti. Proprio lui, che ha impersonato sul campo la parola di “Vlado” come pochi, tra poche ore sarà chiamato a dimostrare. E se lo conosciamo, anche spinto dagli spifferi che lo vedono coinvolto in questo inizio di calciomercato, non deluderà.
Un ultimo fattore: la storia. Da 92 anni la Svizzera non supera un turno ad eliminazione diretta. Una nazione intera che non ha mai visto la sua selezione superare il turno ad un Mondiale. Basterebbe solo questo per generare la motivazione sufficiente per superare, finalmente, il nostro passato ed entrare in una nuova dimensione.
(Foto Immagini SRF)