È vero, il nostro cammino in questo Mondiale nordamericano
non è finora stato esaltante o convincente, ma vanno sottolineati diversi
aspetti. Il primo, il più vicino e il più “controllabile”: non fosse stato per
quello sciagurato secondo tempo nell’esordio contro il Qatar, culminato con il
pareggio subìto al 94’, staremmo parlando di un percorso netto, cosa riuscita
solamente al Messico (occhio alla selezione di Aguirre…) e alle due grandi
favorite Francia e Argentina, in due gruppi di difficoltà totalmente opposta
tra loro. Questo aspetto dovrebbe da solo esaltare quanto fatto da Manzambi e
soci, ma non va dimenticato come altre nazionali più blasonate abbiano incontrato
difficoltà ben maggiori, dalla Germania già eliminata e convincente solo nel
secondo tempo dell’esordio contro Curaçao, passando per un’Inghilterra dai
mille dubbi e un Belgio palesemente in difficoltà, ma che in qualche modo
riesce sempre a piazzare la sfangata decisiva. Senza tralasciare la Spagna
campione d’Europa in carica, impostasi di misura contro un Uruguay in subbuglio
e la Turchia, forse la più grande delusione di tutto il torneo sin qui.
Contro l’Algeria di Petkovic ci sarà da soffrire più del
previsto, nonostante i valori parlino in favore della Svizzera. Questo Mondiale,
nato come “il peggiore di sempre” ci sta proponendo una parità di livello
tattico quasi mai vista nelle scorse edizioni, e questo mette a dura prova chi
forse ha più talento ma scende in campo con la mentalità sbagliata. In tal
senso, però, in una notte che sarà più corta delle altre, possiamo dormire
sonni tranquilli. Alla selezione di Murat Yakin non manca il talento, ma soprattutto
non manca il carattere e la pazienza per imporsi in sfide come quella di domani
mattina. Il vero test sarà quello di scontrarsi contro il proprio passato, contro
quel punto fermo dal quale è stato costruito il rispetto internazionale del
quale gode la nostra nazionale. Di quella Svizzera non è rimasto molto, “solo”
i leader, Xhaka su tutti. Proprio lui, che ha impersonato sul campo la parola
di “Vlado” come pochi, tra poche ore sarà chiamato a dimostrare. E se lo
conosciamo, anche spinto dagli spifferi che lo vedono coinvolto in questo
inizio di calciomercato, non deluderà.
Un ultimo fattore: la storia. Da 92 anni la Svizzera non
supera un turno ad eliminazione diretta. Una nazione intera che non ha mai
visto la sua selezione superare il turno ad un Mondiale. Basterebbe solo questo
per generare la motivazione sufficiente per superare, finalmente, il nostro
passato ed entrare in una nuova dimensione.
(Foto Immagini SRF)