La presenza dell’iconico Nikola Jokic (3 volte MVP nella Regular
Season della NBA pure vinta con i suoi Denver Nuggets) ha regalato un giovedì
da record alla BCF Arena di Friborgo, già in festa negli ultimi mesi tra hockey
svizzero e mondiale. 8000 spettatori, ben circa 6500 quelli serbi, una sorta di
Belgrado svizzera per l’ultima partita “casalinga” dei rossocrociati nelle
qualificazioni al mondiale 2027. Svizzera eliminata, che dopo l’impresa
sfiorata proprio in Serbia (+18 sprecato nel finale e sconfitta di 4 punti) poi
ha avuto pochi argomenti, con Bosnia e Turchia.
La prima nota, però, è che come ripetiamo da 25 anni (feci
un progetto per la SSR) un europeo in Svizzera di basket, viste le tante
comunità legate al basket presenti, sarebbe un sicuro successo. Friborgo lo ha
dimostrato. In Ticino con l’Italia, a Ginevra con la Francia, Germania a Zurigo
o Basilea, ce ne sarebbe per tutti i gusti.
E noi? Noi siamo quel che siamo, troveremmo un ticket
gratuito e forse Capela ed altri verrebbero, come Jokic fa, a rappresentarci.
Intanto ci “rincorriamo”, con un allenatore “non propriamente serio” (partite
saltate per vari motivi), selezioni discutibili ma anche, più di quello che si
pensa, una bella profondità e una buona qualità. Non siamo, in sintesi, da
“buttare”, anzi, dopo aver battuto nell’era dei Mladjan proprio la Serbia anche
a Friborgo contro Jokic abbiamo chiuso sul 27-30 il primo quarto; eravamo a -1
al 16’ e mai siamo stati “ridicoli”. Anzi! Finale 73-97, costruito solo negli
ultimissimi minuti.
E qui subentra il secondo fattore; ormai esportiamo tanti
giocatori, non siamo più dipendenti da pochi nomi, abbiamo anche più centimetri
che in passato. Il movimento è in crescita come ha dimostrato anche la giovane
U19 al recente mondiale a Losanna. Manca, però, un campionato svizzero che
“cambi marcia”, capace di scelte forti, con sponsor importanti per creare una
massima lega (chiusa) dove ci sia sostegno alle società per creare maggior
professionalismo e copertura mediatica (persino persa negli ultimi anni).
Questo potrebbe essere l’ultimo step per diventare in futuro costantemente una
nazionale ancor più forte e solida, senza fughe verso il 3x3 e palestre o piste
piene soprattutto grazie ai tifosi ospiti.