Il Mondiale della Svizzera continua, e all’inizio della fase
ad eliminazione diretta è arrivata la miglior prestazione delle quattro sin qui
disputate. Molto bene nel primo tempo la fase difensiva, mentre nel secondo, anche
grazie al gol trovato nei primi secondi in fotocopia all’ultimo match contro il
Canada, si è gestito il tutto in maniera esemplare, da grande squadra che ha raggiunto
un livello di maturità tale da annullare dal campo un Algeria che comunque il
suo l’ha fatto.
È ovviamente soddisfatto il selezionatore Murat Yakin: “Ci
sono stati alcuni momenti in cui abbiamo dovuto soffrire, era prevedibile perché
sapevamo che l’Algeria sarebbe stato un avversario forte, ma ne siamo usciti
molto bene e abbiamo tutto sommato disputato una partita molto convincente,
facendo loro male nei momenti migliori per poi controllare a dovere possesso
palla e risultato. Mi sono piaciuti, inoltre, diversi fraseggi in fase
offensiva e, naturalmente, il fatto di non aver subìto reti. Vogliamo ora
goderci il successo ma è chiaro che vogliamo andare avanti il più possibile”.
L’”azzardo” di giornata, Denis Zakaria gli fa eco soffermandosi
anche sulla sua prestazione personale: “Il fatto di essere stato schierato
dall’inizio può aver colto qualcuno di sorpresa, ma credo di aver disputato una
buona partita. Ho potuto anche approfittare degli spazi concessi dagli algerini
sulla mia fascia per giocare al meglio diversi palloni e mostrare le mie
qualità. In generale, quella vista oggi è molto vicina alla vera Svizzera ma
abbiamo ancora dei margini di crescita”.
Dalla parte dei vinti si è espressa una vecchia conoscenza
del nostro calcio, quel Davide Morandi, vice di Vladimir Petkovic: “Dobbiamo
essere oggettivi, abbiamo iniziato bene questa partita meritando forse di
concretizzare maggiormente le nostre occasioni. Alla distanza è emersa l’esperienza
dei rossocrociati ma siamo riusciti a restare aggrappati nonostante lo svantaggio.
La seconda rete subita a freddo all’inizio del secondo tempo ci ha fatto male sul
piano psicologico e ha messo in luce il cinismo della Svizzera, capace di
punirci non appena gli abbiamo concesso spazio per concludere. Tirando le
somme, dobbiamo fare tesoro di questa esperienza e imparare da nazionali come
quella elvetica, siamo un gruppo molto giovane e che tornava a disputare un Mondiale
dopo 12 anni, questa squadra ha un futuro roseo davanti a sé”.
(Foto Immagini RSI)