MONDIALI
Questa Svizzera può diventare scomoda
Pubblicato il 03.07.2026 06:20
di Silvano Pulga
Non è stato un grande sacrificio svegliarsi alle 5 meno 10 (lo facciamo quasi tutti i giorni); tuttavia, calcisticamente, è stato davvero un bel vedere. Anche se atteso, quello di questa mattina è stato un risultato storico: era dall'edizione 1938 che la Svizzera non vinceva ai Mondiali una partita a eliminazione diretta. Temevamo l'Algeria targata Ticino, con la coppia Vlado/Davide Morandi alla guida. E i nordafricani, infatti, hanno mostrato buona capacità di palleggio, e qualche buona individualità, oltre a dimostrare come la guida tecnica avesse preparato bene la sfida. Però, va detto: in questo momento la Nati può mettere in campo elementi in grado di mettere in difficoltà chiunque. La coppia Vargas-Manzambi, in questo momento, è tra le cose migliori viste sinora al Mondiale: ricerca della profondità, grande abilità nell'uno contro uno, scelte spesso indovinate nell'ultimo passaggio o nella conclusione finale. Dietro, Granit Xhaka a dirigere il centrocampo e a presidiare gli spazi davanti alla difesa, assieme ai magari oscuri ma concreti Zakaria e Freuler, e con un Ricardo Rodríguez che si sta rendendo indispensabile, nonostante il pessimismo della vigilia.
Poi, certamente, le circostanze hanno aiutato: andare in vantaggio dopo 10' è stato il modo migliore per indirizzare la gara in un certo modo. Tuttavia, va detto che la rete non è arrivata dal caso, ma da una percussione irresistibile di Manzambi, finalizzata da Breel Embolo, bravo a farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Così come il raddoppio di Dan Ndoye, a inizio ripresa, che ha stroncato mentalmente le intenzioni degli algerini di rimettere la gara su binari a loro più favorevoli. Nello spazio tra le due segnature, una Svizzera capace di fare densità nella propria metà campo dopo essere andata in vantaggio, mantenendo stretti gli spazi fra le linee, creando grosse difficoltà ai nordafricani nella fase d'impostazione, mentre nella ripresa, dopo il raddoppio, il calo di fiducia dell'Algeria ha consentito ai rossocrociati di controllare senza affanni, con Murat Yakin che ha voluto dare, nel finale, una chance anche a Noah Okafor. 
Diciamolo: questa squadra sta dimostrando solidità e concretezza. La stitichezza offensiva degli anni scorsi parrebbe essere un lontano ricordo, e le amnesie della fase a gironi sembrerebbero essere state dovute dalla volontà di affrontare qualche tratto di partita in modalità risparmio energetico, per essere al meglio adesso. Ora, non resta che aspettare per conoscere il prossimo avversario, che uscirà dalla sfida Colombia-Ghana, e godersi il momento. La sensazione è che, nel futuro, a nessuno farà piacere incontrare i rossocrociati. Neppure alle favoritissime.  
(Foto Immagini RSI)