Il primo allenamento si è svolto oggi, sabato 4 luglio, al
Comunale davanti a più di 200 persone sotto un sole cocente: tanti volti nuovi,
molti ragazzi giovani in prova e qualcuno anche proveniente dal settore
allievi.
Difficile dire qualcosa di concreto in questa prima ora e mezzo di allenamento: la sensazione è che a Bellinzona ci sia ancora voglia di calcio e che i tifosi che sono accorsi lo abbiano fatto con il cuore in mano.
Tra meno di un mese ci sarà il debutto casalingo contro il Bavois e da qui a là bisognerà formare una rosa che sia in grado di mantenere almeno la categoria.
Nessun volo pindarico, come ha già detto il presidente Sergi, ma soltanto la volontà di iniziare un nuovo progetto fatto di solidità e concretezza. Inutile pensare troppo in là.
Si sono chiusi i capitoli Bentancur e Trujillo, si apre quello di un ragazzo ticinese di 31 anni che si è messo in gioco in prima persona.
Renato Sergi ha già fatto scelte importanti anche sul piano tecnico, come quello di affidare la squadra a Francesco Pargalìa, che oggi ha detto le sue prime parole da tecnico dell’ACB.
“Quando mi è arrivata la telefonata della TM Football Agency (di Tommaso Manicone, ndr), ho subito capito che poteva essere arrivato il momento di buttarmi a fare l’allenatore in prima persona. Dopo anni di assistente e di settore giovanili, ho accettato la sfida”.
Non sarà una sfida facile perché c’è una squadra da ricostruire, ma lui non ha paura:
“Mi piacciono queste cose: anche quando venni qui per gestire il settore allievi (un’avventura che durò poco meno di un anno) si era partiti praticamente da zero”.
Difficile dire che Bellinzona vedremo, anche perché prima bisognerà capire che rosa avrà in mano:
“Aspettiamo di vedere che tipo di giocatori avremo a disposizione, poi capiremo che tipo di calcio potremo fare. Non faccio promesse, ma abbiamo tanta voglia di fare bene”.
Bisogna dare tempo a questo giovane allenatore e al suo staff, così come alla nuova società, per dare una fisionomia precisa al Bellinzona, che, come detto, avrà bisogno del sostegno di tutti.
Oggi c’è stata la prima risposta positiva.
Difficile dire qualcosa di concreto in questa prima ora e mezzo di allenamento: la sensazione è che a Bellinzona ci sia ancora voglia di calcio e che i tifosi che sono accorsi lo abbiano fatto con il cuore in mano.
Tra meno di un mese ci sarà il debutto casalingo contro il Bavois e da qui a là bisognerà formare una rosa che sia in grado di mantenere almeno la categoria.
Nessun volo pindarico, come ha già detto il presidente Sergi, ma soltanto la volontà di iniziare un nuovo progetto fatto di solidità e concretezza. Inutile pensare troppo in là.
Si sono chiusi i capitoli Bentancur e Trujillo, si apre quello di un ragazzo ticinese di 31 anni che si è messo in gioco in prima persona.
Renato Sergi ha già fatto scelte importanti anche sul piano tecnico, come quello di affidare la squadra a Francesco Pargalìa, che oggi ha detto le sue prime parole da tecnico dell’ACB.
“Quando mi è arrivata la telefonata della TM Football Agency (di Tommaso Manicone, ndr), ho subito capito che poteva essere arrivato il momento di buttarmi a fare l’allenatore in prima persona. Dopo anni di assistente e di settore giovanili, ho accettato la sfida”.
Non sarà una sfida facile perché c’è una squadra da ricostruire, ma lui non ha paura:
“Mi piacciono queste cose: anche quando venni qui per gestire il settore allievi (un’avventura che durò poco meno di un anno) si era partiti praticamente da zero”.
Difficile dire che Bellinzona vedremo, anche perché prima bisognerà capire che rosa avrà in mano:
“Aspettiamo di vedere che tipo di giocatori avremo a disposizione, poi capiremo che tipo di calcio potremo fare. Non faccio promesse, ma abbiamo tanta voglia di fare bene”.
Bisogna dare tempo a questo giovane allenatore e al suo staff, così come alla nuova società, per dare una fisionomia precisa al Bellinzona, che, come detto, avrà bisogno del sostegno di tutti.
Oggi c’è stata la prima risposta positiva.