Una freccia incontenibile. Sfondamento rapido sull’out di sinistra, palla soltanto da appoggiare in rete e partita in discesa: quando la Svizzera si affida a Johan Manzambi, ultimamente, le sue avversarie partono con l’handicap. Perché il giovane centrocampista offensivo del Friburgo, vent’anni appena, sta dimostrando al mondo e al Mondiale intero di che pasta è fatta sul terreno di gioco. Accelerazioni improvvise, senso del gol e dell’ultimo passaggio, una personalità rara – per efficacia e lucidità – a questi palcoscenici. Finora il suo bottino dice tre gol e due assist: soltanto Dembélé, Kane, Haaland, Messi e Mbappé hanno fatto meglio. Cioè i mostri sacri. Poi, insieme a Vini Jr. e Oyarzabal, svetta Johan.
Si sa, non c’è miglior vetrina internazionale della Coppa del Mondo. E Manzambi sta capitalizzando alla grandissima questa occasione: fino a tre mesi fa il suo valore di mercato si aggirava sui 35 milioni di eur, ora potrebbe arrivare al doppio. Il centrocampista, di origini angolane e congolesi, conta alle spalle appena due stagioni da professionista. Soltanto l’ultima, però, ha i connotati da protagonista effettivo, con 7 gol e 9 assist in 47 presenze con la maglia del Friburgo che è andato a un passo da uno storico trionfo in Europa League. Il talento di Manzambi è stato riconosciuto con il premio di rivelazione del torneo 2025/26. E meglio di così non poteva presentarsi alla Svizzera, a caccia di giocate come le sue.
Si dice che Manzambi per caratteristiche ricordi Arda Guler, ma anche Malik Tillman – altra rivelazione di questo Mondiale – o un esterno d’attacco puro come Jérémy Doku. In ogni caso paragoni di livello assoluto. Figurarsi se le prestazioni dovessero continuare a fioccare così. La Svizzera avrà tutto il tempo per goderselo. Il Friburgo, come sensazione, un po’ meno.
(Da Rivistaundici.com)