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Una domenica di doppiette, fatte e sfiorate
Pubblicato il 05.07.2026 17:01
di Alessandro Tamburini
Una doppietta da urlo, una mancata per colpa di una safety car. La domenica che precede Messico-Inghilterra incorona Isaac Del Toro nel finale appassionante sulle strade di Barcellona nella prima tappa in linea del Tour de France, con la “gentile concessione” di Tadej Pogacar che offre al giovane messicano la prima vittoria in carriera alla Grande Boucle. La UAE risponde subito alla Visma, Vingegaard negli ultimi metri cede, l’arrivo ricorda quello sull’Alpe d’Huez con LeMonde e Hinault mano nella mano, 40 anni orsono, con lo sloveno a portare in trionfo il giovane compagno. Una prova di forza della squadra di Mauro Gianetti per far capire subito chi comanda dopo la cronosquadre di ieri, una doppietta invece mancata in Inghilterra (toccherà a Kane a rispondere a Del Toro?) per la rossa di Maranello, perché a Silverstone a 5 giri dalla fine esce Verstappen, le rosse rientrano ai box, Russell no, inserendosi tra di esse e precludendo la doppietta Ferrari. La safety car non esce più, Hamilton non può attaccare con le gomme soft il connazionale, Leclerc vince ma la doppietta qua, a differenza del Tour, salta. E resta un po’ di amaro in bocca, per quella lotta (almeno per un giro) che si sarebbe voluta vedere. Comunque la Ferrari c’è (eccome), mentre ancora una volta è l’affidabilità a tradire sul più bello Antonelli in piena rimonta. Storie di doppiette riuscite o mancate, di uno sport (il ciclismo) dove rispetto alla F1 non viene a mancare mai il pathos finale tra regolamenti cervellotici e gestioni (la monoposto di Verstappen andava tolta in pochi minuti) non all’altezza di un GP che nel weekend ha portato all’ex storico aeroporto di Silverstone qualcosa come 564’000 spettatori (record). Che meritano di più di un arrivo “in trenino”.