C'è un denominatore comune nelle sconfitte di Messico e
Brasile: entrambe le compagini americane si sono dovute inchinare a due squadre
europee. Poi, certo: sono state partite bellissime e, soprattutto nel caso del
Brasile, sarebbero potute andare magari diversamente. Però, è oggettivo che, da
decenni, con l'eccezione del 2002, l'anno dell'ultimo titolo, i brasiliani
vengono fermati da una squadra del Vecchio continente. E non ha funzionato
neppure il tentativo di mettere in panchina uno degli allenatori più vincenti
d'Europa. L'Inghilterra ha domato i padroni di casa del Messico nonostante
l'inferiorità numerica per gran parte del secondo tempo, sconfiggendo i
fantasmi dell'Azteca e della Mano de Dios.
Il Mondiale conferma il suo grande fascino: è forse la
competizione calcistica più pesante da reggere mentalmente. Non è un caso che
l'Inghilterra abbia fatto bene, vista l'abitudine alla partita secca nelle
coppe nazionali. Probabilmente, come già scritto, al Brasile manca qualche
fuoriclasse, e neppure Carletto (arrivato troppo tardi?) è riuscito a far
passare certi messaggi. Dopodiché, la vittoria norvegese, nella vicina
Penisola, è subito stata colta come alibi per le sconfitte degli Azzurri. Sì e
no: la compagine scandinava, che abbiamo visto dal vivo a San Siro, è
sicuramente superiore all'Italia, e può vantare un top assoluto come Haaland.
Dove potrà arrivare, ce lo dirà il futuro immediato; però, la Bosnia si è
fermata molto prima, giusto per riportare la chiesa al centro del villaggio.
Il resto, sono le inevitabili polemiche sul fatto che, al netto
di un predominio dimostrato sul campo, l'Europa sia stata sottorappresentata.
Quella dei Mondiali è una filosofia opposta a quella dell'UEFA, per dire, dove
le nazioni importanti hanno quattro e più rappresentanti, mentre le squadre
campioni dei campionati meno importanti devono superare ostacoli innumerevoli
per arrivare ad ascoltare la mitica musichetta che tanto piace a campioni di
oggi ed ex. Alla fase finale dovrebbero arrivare le più forti, è vero;
tuttavia, è anche giusto che qualche piccola Federazione possa coltivare il
proprio sogno. La soluzione sarà allargare ancora di più il numero di
partecipanti, a quanto sembra; dopodiché, anche questa edizione dimostra che i
valori di campo difficilmente vengono sovvertiti. Sia che le squadre siano 24,
il doppio o chissà quale multiplo.
(Foto Immagini RSI)