Il campo come giudice
supremo, ed emette un verdetto contro cui non si può presentare
ricorso. Il Belgio elimina gli Stati Uniti, il risultato è netto e
inequivocabile, la superiorità degli europei è stata schiacciante.
La sconfitta non è della Nazionale statunitense, ma di Infantino e
Trump. Il povero Balogun non inciso, ha offerto una prestazione quasi
anonima. Finisce con l'esultanza provocatoria e ironica dei giocatori
belgi, che hanno preso a imitare la “Trump dance”. E l'account
social del Belgio è icastico, scrivendo un messaggio lineare e cinico:
“Ribalta questa decisione”. Il calcio si è ribellato, sul
terreno verde, a un'autentica ingiustizia, e a una decisione fuori da
ogni concezione sportiva, che si situava in un'interpretazione
subdola delle regole, per non parlare della ingerenza della politica.
Infantino ha la responsabilità di aver provocato un ulteriore danno
alla credibilità del suo mandato. Ci ha pensato il campo a
ristabilire un minimo di equilibrio, esiste, talvolta, la legge del
contrappasso. Peccato, sotto il piano sportivo, per i giocatori della
Nazionale stelle e strisce, ma quasi tutto il mondo tifava contro.
Questo è il football moderno. Purtroppo.
MONDIALI
Il Belgio ribalta Trump e Infantino