MONDIALI
Il normalizzatore
Pubblicato il 09.07.2026 07:10
di A. L.
L'Argentina non sta impressionando, ma fa paura. È l'ultima sudamericana in lizza, e intende bissare il titolo. Ha una retroguardia non imperforabile, un centrocampo dinamico ma poco fantasioso, e l'attacco che ruota su Messi. Il resto è abnegazione, è determinazione, è lotta continua su ogni pallone, è volontà di non retrocedere contro l'avversario. Il suo tecnico è Lionel Scaloni, è stato un difensore che non eccelleva per doti tecniche, è arrivato sulla panchina della  Nazionale quasi per caso. È un normalizzatore, non propaganda verità, non si ritiene un inventore, sembra non essere interessato all'avanguardia. Ma con lui l'Argentina è diventata di nuovo potenza, un ostacolo che non è agevole oltrepassare. La sua filosofia calcistica è lineare: “Non serve essere un allenatore mago”; aggiunge: “Abbiamo i giocatori questa è la realtà”; chiosa: “I calciatori li metti là. Gli dici tre o quattro cose, come possiamo attaccare e basta”. Le considerazioni riguardano la sua presunta intuizione di fare entrare Lautaro contro l'Egitto. Spiega: “È inutile che vi venga a dire che abbiamo vinto perché ho messo Lautaro. Chi non l'avrebbe fatto? Ditemi, chi non l'avrebbe fatto”. E conclude: “Non serve essere Einstein per fare queste cose”. Scaloni conferma che un allenatore conta relativamente, le partite le vincono i giocatori. Così è (se vi pare).