Manuel Akanji sta
disputando un grandissimo Mondiale, le sue prestazioni sono di
livello: concentrato, sicuro e autorevole. Si muove come un
eccellente Ministro della Difesa. La maledizione dei calci di rigore
è stata brillantemente sfatata dalla Svizzera, ma per lui continua.
Il difensore ha una spiegazione per la sua maldestra conclusione: “Ho
cambiato la decisione all'ultimo secondo”. Voleva tirare a sinistra, poi intendeva calciare al centro “ma non ha funzionato”.
Uno sbaglio sesquipedale, che lo porta a prendere una decisione
drastica e senza ritorno: “È stato il mio ultimo rigore, ho
detto a Murat Yakin che toccherà a qualcun
altro”. E il tecnico ha confermato: “Ci ha detto a tutti
che non tirerà più”. Pesa il pallone sul dischetto, la porta
si restringe, la pressione aumenta a dismisura, e la tensione
atterrisce. Ma i rigori svizzeri, questa volta, sono stati quasi
perfetti. Il segreto è il lavoro dettagliato di Patrick Foletti,
ha preparato i giocatori sotto tutti gli aspetti, compreso il rito
che accompagna i calciatori al tiro e come vengono ricevuti dopo
l'esecuzione. Un protocollo curato con pertinenza e acume. I video di
Foletti sono stati di grande aiuto, “a parte me”
ride e confessa Akanji.
Fuori Akanji e dentro Remo Freuler, è lui il sesto, il
centrocampista è sereno: “Ora che Manu non spara più, sono di
nuovo tra i primi cinque”.
MONDIALI
Non tirerà mai più un rigore