Non ci sono né trucchi né
inganni. Pierluigi Collina, capo degli arbitri della Fifa, interrompe
il gioco e difende i direttori di gara del Mondiale. È perentorio:
“Non accettiamo accuse infondate”, che sono rispedite al
mittente; precisa: “Nessuno può mettere in discussione
l'integrità degli arbitri”, una difesa di prassi; sostiene:
“Nessuno può affermare che l'arbitraggio possa essere
influenzato da qualcuno”, il qualcuno è ovviamente Gianni
Infantino. Invita a moderare i toni, perché al tempo dei social
tutto precipita e supera i limiti, sottolinea: “si possono
scatenare reazioni che sfociano in minacce contro di loro e le loro
famiglie”. Entra nello specifico, e si sofferma sui sospetti
mossi dall'Egitto. Non ha dubbi: la seconda rete degli africani era
irregolare. Il Var doveva intervenire, la ricostruzione è palese: il
gol è scaturito dopo un azione difensiva fallosa di un egiziano ai
danni di un argentino, nella neolingua del calcio moderno è lo 'step
on foot', una volta si sarebbe parlato di 'pestone'. Non era punibile
il contatto tra Salah e Alvarez, tutto regolare: la ripartenza dei
sudamericani e la terza rete. Nel Candido di Voltaire così si
esprimeva il dottor Pangloss: “Tutto va bene”, perché ci
troviamo nel “migliore dei mondi possibili”.
MONDIALI
È tutto regolare e non ci sono favoritismi