MONDIALI
Semifinale o... finale anticipata?
Pubblicato il 11.07.2026 09:18
di Red.
Francia e Spagna un gradino sopra alle altre: è ciò che ha detto questo Mondiale finora.
Peccato, verrebbe da dire, che le due squadre si debbano affrontare in semifinale. Sarebbe forse stata la finale migliore.
Chi può rivaleggiare con queste due selezioni? All’apparenza, solo l'Inghilterra e l'Argentina possono   reggere un reale confronto qualitativo, ma a livello di vittorie e di esperienze non c'è paragone: Deschamps e De la Fuente guidano le rappresentative regine dell'era contemporanea, le più continue, quelle con più talento e i modelli migliori.
Oggi come due anni fa. Al Mondiale come all'Europeo. Di nuovo Francia-Spagna, di nuovo in semifinale: forse la sfida che più di tutte racchiude lo strapotere del Vecchio Continente nel calcio moderno.
I Bleus splendidi, dominanti, senza apparenti punti deboli. La Roja paziente, laboriosa, pronta a colpire al momento giusto (che a volte arriva anche intorno al 90esimo). Non è un caso che ci saranno loro a giocarsi l'accesso alla finale. E se l'Inghilterra non dovesse tradire le aspettative contro la Norvegia, sarebbe tris di pura classe. Nel segno della nobiltà europea della nostra era calcistica.
Arranca la Germania e fatica a ritrovarsi l'Olanda. Continua a mancare il salto di qualità il Portogallo. E per quanto riguarda l'Italia, beh, sono passati vent'anni dalla notte di Berlino.
Già, il Mondiale 2006. Era stata anche l'unica volta in cui Francia e Spagna si erano incrociate ai Mondiali nella loro storia. Accadde agli ottavi, quando Raúl e compagni avevano ancora l'etichetta di eterni incompiuti, e anche quella sera – puntualmente, nonostante il favore dei pronostici – crollarono sotto i colpi sopraffini di Zinédine Zidane..
Oggi, insomma, la saga ha nuovi protagonisti. Deschamps e De la Fuente. Mbappé e Yamal. Ma soprattutto un serbatoio tecnico talmente profondo, per entrambe le Nazionali, da far impallidire tutto il resto. Soltanto l'Inghilterra, per l'appunto, regge il confronto. Ma più per la legge dei grandi numeri che orbitano attorno alla Premier League, che per particolare densità di talento.
Francia e Spagna restano però il punto di riferimento della grandezza effettiva. Un Mondiale in bacheca più un doppio secondo posto, contando anche gli Europei, negli ultimi dieci anni per i Bleus. Un titolo continentale e qualche passaggio a vuoto per gli iberici – ma non c'è Nazionale al mondo, dal 2008 in poi, che abbia vinto quanto loro: un Mondiale e tre Europei. Perché magari una partita storta può comunque arrivare – sempre per fortuna dello spettacolo – e un ciclo tecnico può vivere qualche passaggio a vuoto. Ma a lungo andare, oggi, comandano loro. E con la recente ascesa del PSG è un discorso che si può estendere anche a livello di club.
Non è un caso, insomma, se prendendo in esame la geografia dei quarti di finale di questi Mondiali – cioè i campionati di provenienza dei calciatori ancora in corsa – l'Europa rimarca uno predominio fin troppo eloquente: 196 giocatori su 208. E di questi 196, l'88% arriva dalle prime cinque realtà europee. Guida la Premier League con 65. Segue la Liga con 39, la Ligue 1 con 26. Poi Serie A e Bundesliga appaiate a quota 21 – e senza più Italia e Germania, il dato è di tutto rispetto.
Insomma: l'ombelico del calcio è praticamente tutto qui, dentro l'Europa dominata da Francia, Spagna e Inghilterra. E la forza motrice poggia sulle due squadre che animeranno la prima semifinale americana. Vada come vada, quindi, Francia-Spagna è un termometro del momento: entrambe stanno benissimo, forse meglio di chiunque altro, e da vent'anni sono sempre ai massimi livelli. L'unica eccezione reale, venuta su nell'ultimo quinquennio e in grado di confermarsi, è stata l'Argentina di Messi. A pensarci bene, però, la stragrande maggioranza dei giocatori di Scaloni si sono formati e si sono imposti sempre in Europa, sempre nei Paesi più importanti del calcio contemporaneo. Non è un caso, non può esserlo, infatti non lo è.
(Da Ralenti)