MONDIALI
Caos attorno all'MVP dei Mondiali
Pubblicato il 11.07.2026 09:26
di Red.
Il miglior giocatore di ogni partita dei Mondiali si ferma davanti a un grande pannello blu. La fotografia sembra far parte di una liturgia perfettamente studiata. Tuttavia, non è sempre così. C’è un dettaglio che passa inosservato nelle fotografie dell’MVP dei Mondiali.
In alcune compare il logo di Michelob ULTRA, la birra che sponsorizza il premio. In altre, scompare del tutto. Non è né sul trofeo né sul pannello… e al suo posto rimane solo una scritta neutra: «Superior Player of the Match». Non si tratta né di un errore di produzione né di una decisione improvvisata. In ogni stadio sono disponibili due versioni per il vincitore: una legata commercialmente al marchio e un’altra completamente priva di pubblicità. «Per rispettare le considerazioni religiose, sono disponibili un premio e uno sfondo senza marchio su richiesta del calciatore selezionato. Gli stessi elementi senza pubblicità vengono utilizzati quando il calciatore non ha l’età legale per bere», spiegano dalla FIFA.
MOTIVI RELIGIOSI 
Nel caso di motivi religiosi, la versione senza marchio è disponibile su richiesta del calciatore. È il vincitore stesso che può comunicare di non voler associare la propria immagine a una bevanda alcolica. Per i minorenni, invece, non c’è scelta. La FIFA utilizza direttamente la versione neutra quando il giocatore non ha l’età legale per bere nel Paese in cui si disputa il torneo. Negli Stati Uniti il limite è fissato a 21 anni, non a 18 come in Spagna. Questo spiega casi come quello di Lamine Yamal.
Il caso di Kylian Mbappé è diverso. Il capitano francese non è minorenne né ha richiesto la versione neutra per motivi religiosi. La sua decisione risponde a una politica personale, mantenuta da anni, sull’uso commerciale della propria immagine. Il fuoriclasse francese impedisce che la sua immagine venga utilizzata per promuovere bevande alcoliche, agenzie di scommesse o determinati prodotti alimentari. 
CHI LO VOTA?
L’esistenza di due trofei non è l’unica particolarità del premio. Anche il sistema utilizzato per scegliere il vincitore suscita polemiche. Il vincitore viene determinato tramite una votazione aperta ai tifosi sul sito ufficiale dell’organizzazione. Non è necessario giustificare il voto né dimostrare di aver visto l’intera partita. Le stelle partono con un enorme vantaggio rispetto ai calciatori meno noti, anche se questi ultimi hanno avuto un’influenza maggiore sul risultato. «Ad essere sincero, non me lo meritavo. Probabilmente avrebbe dovuto andare a uno di loro, perché hanno difeso molto bene», ha affermato Bellingham dopo il pareggio a reti inviolate contro il Ghana.
La discussione si è ripetuta nella partita Spagna-Austria. Gli uomini di Luis de la Fuente hanno vinto per 3-0 e Oyarzabal ha segnato due dei tre gol, ma il premio è andato a Lamine Yamal. La sua espressione mentre ritirava il trofeo la dice lunga. Qualcosa di simile è accaduto con Cristiano Ronaldo contro la Croazia o con Messi dopo la vittoria contro la Giordania, dove ha giocato solo gli ultimi 30 minuti.
Qualcosa di simile è successo nell’ultima partita della Spagna contro il Belgio… ma in quel caso la FIFA non può intervenire. Ha vinto Yamal, che non ha disputato la sua partita migliore, ma questo risultato non è altro che un’opinione rispettabile di ogni tifoso. 
La votazione, tuttavia, non funziona come un sistema completamente automatico. La FIFA dispone di un responsabile che supervisiona il risultato prima di ufficializzare il premio, per evitare situazioni assurde o frutto di campagne organizzate. Se, ad esempio, un calciatore che ha giocato appena cinque minuti e praticamente non ha toccato la palla risultasse il più votato, il risultato non verrebbe convalidato. Si tratta di un filtro pensato per impedire scherzi o evidenti manipolazioni, anche se non interviene per correggere dibattiti molto più soggettivi su chi sia stato realmente il miglior giocatore della partita. Ciò che è chiaro è che le votazioni tendono a privilegiare il nome più universale (Messi, Mbappé, Lamine, Haaland...), anche se spesso a ragione. Ma come detto, non sempre.