Fine settimana tranquillo al Tour de France, senza
salite importanti, dopo che, nei giorni scorsi, la pressione dei fans
era andata a mille, per il caldo e per l'ennesima impresa di Tadej
Pogačar, il quale ha inferto agli avversari, sul Tourmalet, un colpo
che potrebbe essere decisivo, nonostante Parigi sia lontanissima dai
Pirenei. Il creatore del percorso, Thierry Gouvenou, non ha
nascosto la propria delusione per l'andamento della gara: "Eravamo
un po' incerti su quanto sarebbe stata difficile la sesta tappa,
perché eravamo coscienti del fatto che il Tourmalet sarebbe potuto
diventare un momento decisivo. Tuttavia, non ci
aspettavamo un distacco di quelle proporzioni, e pensavamo che le
differenze al traguardo sarebbero state molto più ridotte. Per
quanto riguarda la suspense, si potrebbe dire che la tappa è stata
un fallimento". Può darsi. Lo sloveno campione del mondo ha
però regalato un grandissimo spettacolo, prima transitando in vetta
con 30 secondi di vantaggio su Vingegaard, e poi prendendone altri 40
nella successiva discesa e chiudendo il discorso nel tratto finale,
arrivando con oltre due minuti di vantaggio sul danese, fresco
dominatore del Giro d'Italia. Uno spettacolo vederlo in televisione
anche per il vostro cantastorie, in attesa di partire per la Francia
tra qualche giorno, e che pure di corridori ne ha visti tanti, dal
vivo e attraverso i racconti del proprio genitore. L'ex corridore
britannico Bradley Wiggins, oggi seguitissimo opinionista, è andato
oltre, parlando a The Move: "Ho visto un
uomo distrutto alla fine della tappa. Negli ultimi anni, quando
arrivava secondo, provava a rimanere positivo e dichiarava di voler
mantenere la pressione su Pogačar fino a Parigi, ma stavolta mi
sembra diverso. Per quanti anni vuoi continuare ad arrivare secondo?
Guardandolo alla fine della tappa del Tourmalet, ho avuto
l’impressione che potrebbe non finire questo Tour". Certo,
può essere un'esagerazione: tuttavia, rendeva bene l'idea. Va anche
detto che la maglia gialla si circonda di una squadra formidabile: il
ciclismo è sport individuale, ma i compagni di sono fondamentali per
arrivare a Parigi davanti a tutti.
Domenica, invece, è stata la giornata del capolavoro e
della conseguente vittoria di tappa di Mathieu Van Der Poel , che
così ha commentato a caldo: "È stata una giornata
durissima, non ci hanno mai concesso un grande margine. Ho speso
tantissime energie per tenere viva la fuga: c'è stato vento
contrario tutto il giorno, abbiamo lottato con i denti sino
all'ultimo. Sinceramente potrebbe essere la tappa più difficile che
abbia mai vinto in carriera". In definitiva, lo
spettacolo non manca di certo.
TOUR DE FRANCE
Il Tour è (quasi) finito