MONDIALI
Vittima o colpevole?
Pubblicato il 13.07.2026 06:19
di A. L.
Le emozioni sono ancora forti. Una Nazione intera ci credeva, pensava che il sogno si potesse realizzare. L'Argentina pareva battibile. Ma all'improvviso tutto è cambiato, l'opinione è unanime: la partita è stata decisa dall'espulsione di Embolo. Un episodio che ha fatto il giro del mondo. Polemiche e sospetti non mancano, la direzione dell'arbitro non ha convinto per parzialità e un rispetto, quasi smaccato, di Pinheiro nei confronti dei sudamericani. Ma il centravanti è diventato un 'capro espiatorio'. Due cartellini, una seconda ammonizione che si pone tra il paradosso e l'incredulità. La sua carriera avrà un'etichetta indelebile. Il calciatore è uscito dal campo piangendo e si è chiuso in un silenzio assordante. Yakin e i suoi compagni lo hanno difeso, sottolineando che la decisione della sua espulsione non concepisce il vero spirito del calcio. Ma chi è Embolo? Potenzialmente forte, ma è uno di quelli che si situa nel 'limbo' degli inespressi e degli incompiuti. La critica è palese: doveva contenersi, doveva avere la maturità di controllarsi. Ci si aspettava che fosse un protagonista del Mondiale, come lo è stato il giovanotto, che è già un fuoriclasse, Johan Manzambi, che si distingue per talento e mentalità. E il rammarico è legittimo: ci fosse stato Manzambi.