La storia cambia e anche
repentinamente. L'Argentina e Maradona erano, eufemisticamente,
invisi alla Fifa. Erano una controparte rivoluzionaria e
contestatrice. Maradona non si sottraeva e si poneva come un
antagonista del potere. Ora l'Argentina e Messi sono organici alla
Fifa, sono legittimati e protetti. Messi non combatterebbe mai contro
la Fifa, anzi ne è diventato uno strumento utile e lui accetta
questa situazione. Non esprime mai un pensiero che vada oltre il
campo, e non ha nessun interesse a prendere una posizione. Infantino
sfrutta abilmente la Pulce e Argentina significa per lui Conmebol: ossia la
Confederazione sudamericana del calcio, uno dei grandi elettori e
ferma sostenitrice del Presidente. L'Uefa è un'antagonista,
un'oppositrice nella forma, che non riesce a incidere nella sostanza.
Non si può parlare di favoritismi, ma l'Argentina è protetta, si
può parlare di 'sudditanza psicologica'. “Mi devi portare
rispetto” così Messi si è rivolto all'arbitro Pinheiro nel
quarto contro la Svizzera. Rispetto che il portoghese ha mostrato nei
suoi confronti e in quello dei suoi compagni. Infantino ha bisogno di
Messi, per legittimarsi a livello planetario e Messi accetta di buon
grado questo ruolo. Ma è tempo di Argentina contro Inghilterra. Chi
arbitrerà? Si tratta di una partita che oltrepassa i confini del
campo, e propaga una forma di nazionalismo a cui il football non può
sfuggire.
MONDIALI
Favoritismo o sudditanza psicologica?