I Mondiali si avvicinano al termine, offrendoci due
semifinali di grandissimo spessore, e che rispecchiano i valori odierni
effettivi del calcio planetario: segno che, al netto degli episodi, delle
polemiche giuste o sbagliate, il pallone, nelle sue sentenze, difficilmente si
allontana dalla realtà oggettiva. E questo è un fatto. Il collega e amico
Stefano Olivari si è chinato invece sui dati televisivi della finale di
Wimbledon, con Yannick Sinner in campo, che diversi quotidiani della vicina
Penisola hanno voluto chiamare "Il Mondiale italiano": può
darsi, ma i dati degli ascolti televisivi nello Stivale ci raccontano che
quella da ritenersi la partita di tennis in assoluto più importante della
stagione, indipendentemente da chi vada in campo, in Italia, nonostante il
doping del tifo, è stata meno vista di sfide come Messico-Sudafrica o
Belgio-Egitto, non proprio paesi e compagini di grande seguito fuori dai
confini nazionali, nel Belpaese e non solo.
Insomma, al netto delle polemiche assurde per gli
Internazionali di Roma, sulle quali ci eravamo chinati a suo tempo, la realtà è
che, oltreconfine, la Pedata continua a farla da padrona. E la voglia di
tornare a vedere gli Azzurri protagonisti è piuttosto grande. L'arrivo di
Giovanni Malagò ai vertici della Federazione è stato accolto da qualcuno con
scetticismo; tuttavia, fuori dai palazzi e dalla cerchia degli addetti ai
lavori, c'è la speranza che il cambiamento porti risultati. Nel frattempo, il
dirigente romano ha ottenuto, contro i nostri pronostici, il sì di Paolo
Maldini a entrare nel team azzurro. Avevamo scritto che l'ex giocatore del
Milan non si sarebbe accontentato del ruolo di bandiera. La scelta di Leonardo
come consigliere è la dimostrazione che il neo Direttore tecnico e Presidente
del club Italia ha ottenuto un ampio spazio di autonomia; cosa che,
sinceramente, non ritenevamo possibile. Prendiamo atto: sbaglia pronostico chi
si espone, del resto.
Ora, la scelta del selezionatore. Circola da qualche giorno,
oltreconfine, la suggestione Pep Guardiola: Maldini lo ha sempre ammirato, e
non ne ha mai fatto mistero. Malagò è stato laconico, come riferisce Sport
Mediaset: "Arriverà il prima possibile. Ci sono aspetti di condivisione
con Maldini e Leonardo, e c’è anche una questione di cifre: quando si fanno i
contratti ci sono i desideri e le cose reali". Se non è una pietra
tombale al progetto, poco ci manca. Prende così piede l'ipotesi Pirlo, un altro
dei campioni del mondo 2006 con un credito in panchina decisamente
sproporzionato rispetto ai risultati ottenuti sinora. Giovanni Malagò ha
parlato di scelte condivise: vedremo. Al netto dei buoni rapporti
interpersonali, ci sembra però un'opzione molto rischiosa. Affaire à
suivre.
(Foto YouTube)