NAZIONALE
Applausi anche per Embolo
Pubblicato il 14.07.2026 10:53
di L.S.
Alla fine, ci sono stati applausi per tutti. Anche per Breel Embolo, che era sceso dall’aereo incappucciato, quasi a volersi nascondere. Il pubblico di Zurigo, caldo ed entusiasta, ha però tributato un bell’applauso anche per lui. È stata una grande festa e un giusto riconoscimento per un gruppo che ha fatto sognare un’intera nazione.
Il raggiungimento del quarto di finale giustifica la maglietta con la scritta “History” e le parole del presidente della federazione svizzera Peter Knäbel, che ha parlato di “orgoglio e di ragazzi che hanno dato tutto”, ben riflettono il pensiero dei tifosi della Nati.
Hanno preso la parola anche il tecnico Murat Yakin, che ha ringraziato soprattutto i tifosi e i suoi ragazzi, e la vera rivelazione del Mondiale, quel Johan Manzambi che fino all’infortunio era stato il migliore dei nostri. “Il ginocchio va meglio”, ha detto il giocatore autore di tre reti, che poi ha aggiunto che “giocare con questi compagni è divertente”. Insomma, l’eterno sorriso ha una spiegazione.
Uno dei protagonisti del Mondiale è stato anche il portiere Gregor Kobel, che ha parlato di “grande esperienza e di felicità per il traguardo raggiunto”. Certo, con l’Argentina si poteva anche vincere, ma il “sogno, purtroppo, è rimasto tale”. Peccato, aggiungiamo noi.
Kobel ha poi parlato dei tifosi: “Incredibile come tanta gente si sia svegliata alle 3 del mattino per vedere la nostra partita. È una cosa bellissima che ci rende molto felici”.
Il finale non poteva che essere con capitan Xhaka, che ha sottolineato l’unità di questo meraviglioso gruppo. “Noi siamo contenti di stare insieme, è questo “team spirit” che fa la differenza”.
Ora vacanza per tutti, poi si tornerà nelle proprie squadre per iniziare la stagione. A settembre però la Nati si ritroverà per iniziare il percorso in Nations League (gruppo B): la sensazione è che questa squadra abbia ancora tanto da dare.
È stata anche l’ultima volta che abbiamo visto Pier Tami accanto allo staff e alla squadra: il ticinese, responsabile delle squadre nazionali, lascia infatti il suo incarico dopo questo Mondiale. Può andarsene a testa alta, sicuro di aver fatto un ottimo lavoro e di aver contribuito a portare la nazionale dove nessuno ci era riuscito prima. Bravo Pier.