È stata una grande esperienza, un bel modo di lasciare l’incarico
di responsabile delle squadre nazionali che ricopre dal 2019.
Un quarto di finale ai Mondiali che ha riscritto la storia del nostro calcio: c’è da andarne fieri.
Tornato a casa da qualche minuto, Pier Tami risponde con la solita gentilezza e disponibilità alla telefonata di Fuorigioco Mondiali.
Pier, com’è andata?
“Siamo contenti, anche perché la squadra in questi Mondiali ha fatto un altro passo avanti. Dal profilo tecnico-tattico siamo sempre stati a buoni livelli, adesso lo siamo anche dal profilo fisico”.
Non vuole accampare scuse per la sconfitta con l’Argentina, anche se…
“Non dobbiamo gettare la croce addosso a Embolo, anche se in quel momento l’Argentina era sulle gambe e noi stavamo dominando la partita. L’arbitro? Mi spiace quando non si utiizza un metro uniforme nel giudicare le varie situazioni”.
La rivelazione è stata Manzambi, ma per Tami non è una sorpresa:
“Lo scorso anno, dopo il primo allenamento con noi, ero al tavolo con lo staff tecnico, e ci siamo guardati in faccia pensando la stessa cosa. Avevamo trovato un giocatore fortissimo tecnicamente e fisicamente, ma soprattutto un ragazzo con una grande personalità. Non ha avuto nessun timore nell’allenarsi e farsi rispettare con compagni come Xhaka o Akanji”.
Con lui, forse, l’Argentina si poteva battere:
“Con lui e con Vargas, anche lui importantissimo, ma purtroppo un po' acciaccato, avremmo sicuramente avuto qualche freccia in più al nostro arco”.
Yakin ha un contratto sino al 2028 e resterà:
“Penso proprio di sì, anche perché nel volo di ritorno dagli Stati Uniti eravamo seduti vicini e mi ha detto chiaramente di essere felice di allenare la Nazionale. E la federazione è contenta di lui”.
E a Tami invece non dispiace lasciare?
“Sinceramente no, anche perché avevo messo come data finale il 2026 e adesso ho bisogno di fare altro. Sono stati anni indimenticabili”.
Anni in cui Tami ha contribuito in maniera importante alla crescita del nostro calcio, ma a quasi 65 anni è comprensibile voler fare un passo indietro e cercare altre soddisfazioni nella vita.
In bocca al lupo Pier!
Un quarto di finale ai Mondiali che ha riscritto la storia del nostro calcio: c’è da andarne fieri.
Tornato a casa da qualche minuto, Pier Tami risponde con la solita gentilezza e disponibilità alla telefonata di Fuorigioco Mondiali.
Pier, com’è andata?
“Siamo contenti, anche perché la squadra in questi Mondiali ha fatto un altro passo avanti. Dal profilo tecnico-tattico siamo sempre stati a buoni livelli, adesso lo siamo anche dal profilo fisico”.
Non vuole accampare scuse per la sconfitta con l’Argentina, anche se…
“Non dobbiamo gettare la croce addosso a Embolo, anche se in quel momento l’Argentina era sulle gambe e noi stavamo dominando la partita. L’arbitro? Mi spiace quando non si utiizza un metro uniforme nel giudicare le varie situazioni”.
La rivelazione è stata Manzambi, ma per Tami non è una sorpresa:
“Lo scorso anno, dopo il primo allenamento con noi, ero al tavolo con lo staff tecnico, e ci siamo guardati in faccia pensando la stessa cosa. Avevamo trovato un giocatore fortissimo tecnicamente e fisicamente, ma soprattutto un ragazzo con una grande personalità. Non ha avuto nessun timore nell’allenarsi e farsi rispettare con compagni come Xhaka o Akanji”.
Con lui, forse, l’Argentina si poteva battere:
“Con lui e con Vargas, anche lui importantissimo, ma purtroppo un po' acciaccato, avremmo sicuramente avuto qualche freccia in più al nostro arco”.
Yakin ha un contratto sino al 2028 e resterà:
“Penso proprio di sì, anche perché nel volo di ritorno dagli Stati Uniti eravamo seduti vicini e mi ha detto chiaramente di essere felice di allenare la Nazionale. E la federazione è contenta di lui”.
E a Tami invece non dispiace lasciare?
“Sinceramente no, anche perché avevo messo come data finale il 2026 e adesso ho bisogno di fare altro. Sono stati anni indimenticabili”.
Anni in cui Tami ha contribuito in maniera importante alla crescita del nostro calcio, ma a quasi 65 anni è comprensibile voler fare un passo indietro e cercare altre soddisfazioni nella vita.
In bocca al lupo Pier!