Amir Saipi ha firmato
ieri con il CD Castellon, squadra della serie B spagnola.
Club ambizioso, che lo scorso anno ha disputato i playoff per salire in Primera, ha sottoscritto un contratto con l’ormai ex portiere del FC Lugano fino al 2030.
Amir, intervenuto questa sera a Fuorigioco Mondiali, ha parlato della sua scelta:
“Avevo anche altre opportunità, ma il progetto del Castellon mi ha convinto”.
Farai il titolare? Hai avuto garanzie?
“Normalmente dovrei essere titolare ma nel calcio deve giocare chi merita, non ci possono essere garanzie; perciò, so che il posto me lo dovrò conquistare. Ho parlato molto con il preparatore dei portieri, che arriva dal Brighton, e mi sono subito trovato molto bene”.
Una scelta sportiva ma anche di vita quella di Castellon, vero?
“In un certo senso sì, c’era la voglia di uscire dalla comfort zone, di provare un’altra esperienza e mettermi alla prova. È stata una scelta della famiglia e penso che sarà bello per tutti”.
Non ti dispiace lasciare Lugano?
“Beh, un po’ sì, sia per la città che è bellissima, sia per alcuni amici che ho fatto. Ma ogni tanto tornerò”.
E il club?
“Mi ha dato tantissimo e ringrazierò sempre il FC Lugano per questi cinque anni meravigliosi, anche se l’ultimo non è stato facile. Lo spogliatoio è una cosa che sicuramente mi mancherà tantissimo”.
Hai avuto meno spazio la scorsa stagione…
“Sì, certo, e il fatto che abbiano preso un altro portiere in questo mercato, è stato il segnale che non puntavano più su di me e che perciò l’unica soluzione era andare via”.
I Mondiali, con 48 squadre, hanno fatto capire che c’è spazio per tutti: anche per il tuo Kosovo tra quattro anni, no?
“Purtroppo la Turchia, nello spareggio, si è dimostrata più forte di noi, ma siamo una bella nazionale e penso che in futuro potremo dire la nostra. E ovviamente, spero di farne parte".
Club ambizioso, che lo scorso anno ha disputato i playoff per salire in Primera, ha sottoscritto un contratto con l’ormai ex portiere del FC Lugano fino al 2030.
Amir, intervenuto questa sera a Fuorigioco Mondiali, ha parlato della sua scelta:
“Avevo anche altre opportunità, ma il progetto del Castellon mi ha convinto”.
Farai il titolare? Hai avuto garanzie?
“Normalmente dovrei essere titolare ma nel calcio deve giocare chi merita, non ci possono essere garanzie; perciò, so che il posto me lo dovrò conquistare. Ho parlato molto con il preparatore dei portieri, che arriva dal Brighton, e mi sono subito trovato molto bene”.
Una scelta sportiva ma anche di vita quella di Castellon, vero?
“In un certo senso sì, c’era la voglia di uscire dalla comfort zone, di provare un’altra esperienza e mettermi alla prova. È stata una scelta della famiglia e penso che sarà bello per tutti”.
Non ti dispiace lasciare Lugano?
“Beh, un po’ sì, sia per la città che è bellissima, sia per alcuni amici che ho fatto. Ma ogni tanto tornerò”.
E il club?
“Mi ha dato tantissimo e ringrazierò sempre il FC Lugano per questi cinque anni meravigliosi, anche se l’ultimo non è stato facile. Lo spogliatoio è una cosa che sicuramente mi mancherà tantissimo”.
Hai avuto meno spazio la scorsa stagione…
“Sì, certo, e il fatto che abbiano preso un altro portiere in questo mercato, è stato il segnale che non puntavano più su di me e che perciò l’unica soluzione era andare via”.
I Mondiali, con 48 squadre, hanno fatto capire che c’è spazio per tutti: anche per il tuo Kosovo tra quattro anni, no?
“Purtroppo la Turchia, nello spareggio, si è dimostrata più forte di noi, ma siamo una bella nazionale e penso che in futuro potremo dire la nostra. E ovviamente, spero di farne parte".
(Foto ticishot- Simone Andriani)