ARTI MARZIALI
Conor McGregor, 38 anni di epicureismo
Pubblicato il 14.07.2026 16:55
di Alessandro Tamburini
Oggi, 14 luglio, Conor McGregor compie 38 anni. Un compleanno “triste” per colui che 3 giorni orsono è tornato nell’ottagono della UFC a 5 anni di distanza da quando perse contro Dustin Poirier rompendosi tibia e perone della gamba sinistra il 10 luglio del 2021. 5 anni senza combattimenti prima del rientro l’11 luglio del 2026, un fight durato la pochezza di 69 secondi contro Max Holloway, prima del cedimento del ginocchio destro, probabilmente già compromesso al primo calcio dopo pochi secondi: sentenza senza appello, rottura del legamento crociato anteriore. E qua sta la parte triste dell’ex icona e leggenda delle arti marziali miste, quella di una decadenza sportiva che né la sua cresta da moicano sfoggiata né la classica danza con le braccia “sciolte” (la Billionaire Strut) appena entrato nella gabbia hanno reso omaggio all’ex “bad boy dell’ottagono”.
La verità, però, è che a Las Vegas la UFC 329 con il suo rientro ha toccato nuovi record, Dana White, il CEO della UFC, si è “fregato le mani” per i 25 milioni di dollari in sole entrate “at the Sphere”, le scommesse su McGregor hanno toccato mezzo miliardo di dollari, con ad esempio il rapper Drake a perdere “secco” un milione di dollari puntando su di lui, tutta la follia di un business che con lo sport non ha più nulla da spartire è emersa nella sua integralità. McGregor ha vissuto anni tra cocaina ed abusi alcolici, accuse di stupro (e condanna in un processo civile contro Nikita Hand), eccessi di ogni tipo, picchiando la mascotte dei Miami Heat od infrangendo ogni limite di velocità a Dublino con la sua Bentley Continental GT, picchiando civili come i suoi clienti (anche anziani…) che non bevevano whisky nel suo pub Black Forge Inn nel quartiere di Crumlin. Dove, furono lanciate anche delle molotov per la relazione di sua sorella Aoife con Graham “The Wig” Whelan, parte del contenzioso della mafia irlandese radicata nel mondo della boxe e conosciuta come “The Clash of the Clans” del cartello di Daniel Kinahan.
E dunque? E dunque il corpo di Conor McGregor non è certo pronto a nuove sfide sull’ottagono, nonostante l’impegno e la voglia (per la modica cifra di 13 milioni di dollari per 69 secondi zoppicando…) di tornare agli antichi fasti, è un corpo logoro, fragile, che difficilmente potrà tornare a livelli accettabili. Conor lo sa, è un grande businessman, ha capito cosa “piace all’Irlanda”, la purezza e la fede di Katie Taylor che l’ha superato ampiamente nel gradimento del pubblico. Anzi, in Irlanda è inviso ai più anche per le sue prese di posizioni politiche. Ed allora ha voluto imitare la Taylor (una pentecostale che non la racconta giusta però, come sanno nel Connecticut ma non in Irlanda, dove ha “rubato” il marito di un’amica della stessa chiesa, Rockville Church of the Nazaren). Ma cosa importa? Ora scrive di Dio e Gesù ad ogni piè sospinto McGregor, appena perso le sue prime parole sono state “domani andrò in Chiesa”. Perché l’immagine ormai è l’unica cosa che conta in certi ambienti per far soldi. Una bella Chiesa, un verso della Bibbia, un dito al cielo, un Salmo da scrivere sulla propria “vestaglia sportiva”, post triti di immagini e lodi a Dio, una cresta da moicano e la classica bandiera irlandese da sfoggiare. E chissenefrega se poi “duri 69 secondi”. In fondo Dana White, che è tutto tranne che stupido, ha messo come ragazza con i cartelli dei round lei, Sophie Cunningham, la giocatrice della WNBA con le Indiana Fever, da settimane la più “chiacchierata” nel mondo dello sport femminile. The show must go on. This is America. What else. Auguri Conor, pensa a Dee, tua moglie, ed ai tuoi 4 figli. Di soldi ne hai tanti, almeno non vendergli “pastrocchi” religiosi che sono ancora piccoli. Perché alla tua “fede” copiata per immagine non crede nessuno.
La Fede, quella seria, non è né la tua, né quella della Taylor. Lo insegna proprio la Bibbia. Matteo 6:6: “Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.”.