FC LUGANO
Lugano, anno... uno
Pubblicato il 15.07.2026 12:08
di Silvano Pulga
Diciamolo: per la gestione Joe Mansueto/Martin Blaser la stagione che va a cominciare, sotto certi aspetti, è una specie di anno uno. Ovviamente, non si partirà da zero: dietro la prima annata nella nuovissima AIL Arena ci sono stati quattro anni di lavoro per creare una struttura complessa (sono oltre 200 i dipendenti del club) e agile allo stesso tempo. Non a caso la presentazione della medesima è durata circa un'ora e mezza; la sensazione però e quella di trovarsi di fronte a una realtà sicuramente piccola, ma dove non manca davvero nulla per garantire a tutti gli sportivi, dalla prima squadra ai giovanissimi, di poter giocare serenamente a calcio.
È stata prevista, per dire, una figura professionale che dovrà occuparsi di armonizzare gli impegni scolastici dei ragazzi col tempo da dedicare agli allenamenti: non tutti arriveranno ai vertici, ovviamente, ed è necessario che lo sport non rubi troppo tempo allo studio, soprattutto per tutti coloro i quali vedranno il calcio, nel futuro, solo come una passione e non una professione.
Tuttavia, il cuore dell'incontro era la stagione che sta per cominciare. E su quello sono state fatte le domande finali. Gli obiettivi sono quelli dello scorso anno a quest'epoca: entrare nelle prime sei in campionato dopo le 33 partite della prima fase, provare a vincere la coppa svizzera  e centrare la fase a gironi di Conference League. Troppo modesti, soprattutto in campionato? Beh, non proprio: il percorso europeo sarà complicato, soprattutto se si arriverà a giocarsi il playoff decisivo. Sarà eventualmente fondamentale evitare squadre di spessore, anche se una sfida contro l'Atalanta o l'Ajax avrebbe un grande fascino. Però, diciamolo: meglio nel girone, magari.
Campionato e Coppa dipenderanno, come sempre, il primo dalla regolarità, la seconda dagli episodi. Quello che però sembrerebbe emergere è, tutto sommato, una tranquillità di fondo dell'ambiente. Le modalità della partenza di Amir Saipi, per dire, sono apparse lineari, a dimostrazione che tutto era chiaro sin dalla fine della stagione scorsa. Mattia Croci-Torti è apparso deciso ma tranquillo: si impara dagli errori, ha detto, e quest'anno abbiamo fatto in modo di chiarire le idee con tutti già alla fine della scorsa stagione, per evitare quelle situazioni che, l'anno scorso di questi tempi, avevano creato problemi all'ambiente. Il nuovo stadio, ci ha detto Sebastian Pelzer, sta giocando un ruolo importante anche per convincere i giocatori contattati a scegliere Lugano: e si torna, così, al discorso che facevamo in precedenza.
In definitiva, il club bianconero, quest'anno, può finalmente giocarsi tutte le sue carte: gli abbonati sono quasi a quota 3.000, su poco più di 4.100 che sono stati messi in vendita, segno che il pubblico ha fiducia, al netto della curiosità per il nuovo impianto. Il che non significa che il Lugano vincerà il titolo, come ha voluto sottolineare Martin Blaser. Però, abbiamo la certezza che il Crus, sotto sotto, vorrà almeno provarci. E se si sarà imparato dagli errori commessi negli anni passati, sicuramente ci aspetta un'annata perlomeno interessante.
Poi, alla fine, tireremo la riga, come diceva Angelo Renzetti.