Nella conferenza stampa di oggi, all'AIL Arena, Martin
Blaser si è chinato nuovamente sulla questione relativa alla ristorazione. Non
è un mistero che questo aspetto sia strategico per il club bianconero, visti
gli introiti che genera e, allo stesso tempo, i rischi (d'immagine ed
economici) che può creare: l'esempio è la prima partita giocata nel nuovo
stadio, con conseguente rivoluzione che ha spazzato via la gestione del
catering senza alcun appello.
Il CEO del Lugano, ovviamente, ha ricordato che è
impossibile eliminare le code alla buvette, soprattutto in caso di grande
affluenza. Tuttavia, ha annunciato un paio di novità: la prima è l'offerta
differenziata (i punti vendita non offriranno gli stessi prodotti, per
suddividere l'afflusso sulla base della tipologia del pasto richiesto);
l'altra, già in uso in parecchi impianti, sarà l'obbligo del pagamento
elettronico, con possibilità di ottenere, tramite segretariato, delle tessere
prepagate, per tutti coloro i quali preferiscono non utilizzare carte bancarie
o app dedicate sul proprio smartphone. Altra idea: il bicchiere per la birra da
4 dl anziché quello da 3, che potrebbe essere un modo per non dover presentarsi
due volte al banco (arma a doppio taglio: potrebbe far vendere meno e non
ottenere comunque il risultato sperato).
Al netto che la riuscita o meno del servizio sarà
verificabile solo dal vivo, e dipenderà da moltissimi fattori (orario della
partita, affluenza, condizioni meteo per fare qualche esempio), le parole del
dirigente del FC Lugano hanno già aperto il dibattito tra i tifosi. Una buona
percentuale esprime dei dubbi, soprattutto sull'impossibilità di poter
utilizzare il contante. Diciamolo: la ricerca della moneta o della banconota
del taglio giusto fa perdere un sacco di tempo a chi fa il pagamento, e a chi
lo riceve. Trenta/quaranta secondi a cliente diventano minuti in più per chi
sta in fondo alla coda, e sfidiamo chiunque a dirci che guarda con simpatia chi
lo precede, alla cassa del supermercato, mentre conta con pazienza (la sua...)
le monetine davanti alla cassiera. Un paio di lustri fa, chi andava in Germania
o Svezia allo stadio raccontava di come la tessera prepagata fosse la
normalità; può non piacere, ma fa parte ormai della quotidianità.
Dove invece le contestazioni sono più forti è sul fronte
prezzi. Il costo per uno spuntino allo stadio, come in tutti i luoghi dove vige
una sorta di monopolio, è elevato, e il listino dell'AIL Arena non si discosta
molto da quelli degli stadi della Romandia o della Svizzera interna. Certo, per
un papà che voglia portare il figlio allo stadio in un settore più pregiato
della curva, con pasto alla buvette, il costo del pomeriggio o della serata può
lievitare facilmente sopra i cento franchi. Tanto, troppo? Diciamo che,
oltreconfine, nonostante la teorica concorrenza di decine di punti vendita, il
prezzo del tradizionale panino con luganiga, peperoni, cipolla e salsa a scelta
con il bicchiere di birra viaggia tranquillamente sui 13 euro, che lievitano a
18/20 se si decide di dare il colpo di grazia al proprio fegato con patatine e
maionese. Chi poi, in autunno, volesse regalarsi le tradizionali caldarroste di
San Siro, rivaluterebbe in un attimo i listini di qualche grotto
nostrano.
(Foto YouTube FC Lugano)