Per lui erano stati ‘coniati’ termini appropriati: “un grande” (in ‘Bianconeri Bianconeri’ di Mario Agliati), “portiere fortemente elegante” (ne ‘Il libro d’oro del calcio svizzero’) ma anche coloriti: “Un felino nei balzi in porta e nelle uscite” (Armando Libotte). Renato Bizzozzero (Lugano 1912 - Buenos Aires 1994) vestì la maglia della nazionale dal 1935 al 1938.
Debuttò a 23 anni a Stoccarda contro la Germania insieme ai bianconeri Aldo Poretti e Lajo Amadò, nel suo palmarès un 6-2 contro l’Ungheria nel 1935.Con il FC Lugano ‘Bizza’ - come veniva amichevolmente chiamato - giocava fra gli altri con Gilardoni, Grassi, Peverelli - ha conquistato due titoli (1938-1941). È risultato miglior portiere svizzero nella stagione 1938-39 (davanti a Huser del Grasshopper) e in quella 1940-41 (precedendo Glur dello Young Boys e Ballabio che a quei tempi era in forza al Losanna). In una partita con l’Italia, persa 4-2 (doppietta di Piola, Meazza, Pasinati, Bickel, Diebold) fece il pieno di voti al punto da ricevere un’offerta dall’Ambrosiana Inter.Di lui lo ‘Sport’ di Zurigo per la penna di Henri Schihin, con il quale chi scrive parlava sovente di nostri atleti, aveva fatto questo simpatico ritratto: “Benché il ricordo di questo biondo e sorridente calciatore ticinese sia un po’ sbiadito, va rilevato che ha dalla sua 19 presenze in rossocrociato, alla stregua di Eugène Parlier (che sarebbe poi arrivato a quota 21, ndr). Bizzozzero attirava l’attenzione del pubblico per il suo modo di intercettare i tiri più insidiosi, tuffandosi sui rasi a terra e volando da un palo all’altro. In lui si fondevano le qualità dei migliori ‘keeper’ del mondo: portieri di reazione e portieri di posizione”. Ne approfittiamo per ricordare anche Henri Schihin (1900-1970), presidente onorario dell’AIPS di cui fu alla testa dal 1956 al 1964. Schihin è stato autore di diverse pubblicazioni (riguardanti in particolare il FC Zurigo). Al di là di una grande personalità, la sua umanità rimane scolpita in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
Debuttò a 23 anni a Stoccarda contro la Germania insieme ai bianconeri Aldo Poretti e Lajo Amadò, nel suo palmarès un 6-2 contro l’Ungheria nel 1935.Con il FC Lugano ‘Bizza’ - come veniva amichevolmente chiamato - giocava fra gli altri con Gilardoni, Grassi, Peverelli - ha conquistato due titoli (1938-1941). È risultato miglior portiere svizzero nella stagione 1938-39 (davanti a Huser del Grasshopper) e in quella 1940-41 (precedendo Glur dello Young Boys e Ballabio che a quei tempi era in forza al Losanna). In una partita con l’Italia, persa 4-2 (doppietta di Piola, Meazza, Pasinati, Bickel, Diebold) fece il pieno di voti al punto da ricevere un’offerta dall’Ambrosiana Inter.Di lui lo ‘Sport’ di Zurigo per la penna di Henri Schihin, con il quale chi scrive parlava sovente di nostri atleti, aveva fatto questo simpatico ritratto: “Benché il ricordo di questo biondo e sorridente calciatore ticinese sia un po’ sbiadito, va rilevato che ha dalla sua 19 presenze in rossocrociato, alla stregua di Eugène Parlier (che sarebbe poi arrivato a quota 21, ndr). Bizzozzero attirava l’attenzione del pubblico per il suo modo di intercettare i tiri più insidiosi, tuffandosi sui rasi a terra e volando da un palo all’altro. In lui si fondevano le qualità dei migliori ‘keeper’ del mondo: portieri di reazione e portieri di posizione”. Ne approfittiamo per ricordare anche Henri Schihin (1900-1970), presidente onorario dell’AIPS di cui fu alla testa dal 1956 al 1964. Schihin è stato autore di diverse pubblicazioni (riguardanti in particolare il FC Zurigo). Al di là di una grande personalità, la sua umanità rimane scolpita in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.