MONDIALE
È un'Argentina figlia della classe operaia
Pubblicato il 18.07.2026 12:06
di A. L.
In Europa, parlando di calcio, l'Argentina suscita un profondo tifo contro, è considerata una protetta. Messi è rispettato, ma non celebrato, è ritenuto un calciatore che non vai mai oltre i fatti del campo, non esprime mai un pensiero o un concetto che non sia agonistico, e poi è organico. Dibu Martinez, di mestiere fa il portiere, e invece non si sottrae a fornire spiegazioni maggiormente articolate sulla sua Nazionale. È netto: “Tutti i miei compagni provengono dalla classe operaia”. Usa una categoria vetusta e superata dal mondo contemporaneo, la politica se ne sta alla larga, la storia la studia, la sociologia la ritiene un retaggio. Il portierone va oltre, e fornisce un'analisi quasi antropologica: “Speriamo che ci ricordino come lavoratori, che non molliamo mai e che, anche se le cose ci costano, ce la caviamo sempre”. Tradotto siamo dei privilegiati benestanti, ma lo spirito primordiale di chi viene dal basso rimane, vive con forza, e spinge possente. Questo unisce e contraddistingue la sua Argentina, l'anima di chi sa che cos'è la sofferenza e non indietreggia davanti alle difficoltà, l'afflato di chi sente in missione per conto del popolo. Qualora questo esista ancora, non come entità astratta.