Da sempre, la finale per il terzo posto ai Mondiali è una
partita che divide, e pure la finalina tra Francia e Inghilterra sarà motivo di
discussione nelle edizioni a venire. È finita 6 a 4 per gli inglesi, dieci reti
che rispecchiano quanto le due selezioni abbiano preso poco sul serio l’impegno
a seguito delle sconfitte subite in semifinale. Le formazioni messe in campo da
Deschamps e da Tuchel già lasciavano trasparire dei segnali di una sfida dal
poco valore, e così è stato. I sorrisi scambiati tra Mbappé e il CT dell’Inghilterra
rientrando negli spogliatoi al termine del primo tempo (con il parziale di 4-0
in sfavore dei transalpini) la dicono lunga su quanto, in fondo, a nessuno
interessasse davvero la medaglia di bronzo. Ne è nata una partita in cui i vari
protagonisti hanno inseguito i propri record personali, dallo stesso Mbappé,
virtualmente capocannoniere sia di questo Mondiale che di tutta la storia del
torneo in attesa della finale di questa sera, a Michael Olise, autore di sette
assist in un solo campionato del mondo, superando Pelé, il quale ne fece sei
nel 1970.
Al termine del match, in fondo, hanno insomma vinto tutti.
Nessuna grande festa, nessuna grande delusione, baci e abbracci tra chi ha dato
vista ad una sfida pirotecnica solo nel risultato. Ma ha senso tutto questo? Che
logica c’è nel tenere ancora all’interno del torneo due nazionali
comprensibilmente deluse per non essere riuscite a centrare la finale, al
termine di una stagione logorante e a poco più di un mese dalla ripresa di
quella ventura? Sarebbe interessante implementare una soluzione unica per tutte
le competizioni internazionali, poiché solo gli Europei e la Coppa
d’Asia non prevedono un ‘premio di consolazione’ per chi
viene eliminato in semifinale. E forse, vedendo l’esito di questa finalina,
tutti i torti le due federazioni non li hanno.
(Foto Immagini RSI)