Nei giorni scorsi, abbiamo riferito rispetto all'intervista a Gianni Infantino sull'andamento di questi campionati del mondo, sui quali, stasera, calerà il sipario. L'ultima sorpresa è la proposta (poi rientrata, per fortuna) di portare l'intervallo a mezz'ora tra il primo e il secondo tempo: una novità della quale, manco a dirlo, non si sentiva il bisogno. Lo abbiamo già scritto: attenzione a giocare con queste cose, perché il calcio è un rito fondato, soprattutto, sulla tradizione. Certo, ci diranno che certi totem (come la contemporaneità delle partite, per dire) sono stati abbattuti da tempo, e non hanno provocato sconquassi. Vero; però, a nostro parere, non bisogna esagerare.
Dopodiché, le cose non sono certamente andate benissimo, come abbiamo avuto occasione di sottolineare in più occasioni. Parlando di cose di campo, la competizione ha offerto tutto sommato spettacolo, soprattutto (come prevedibile, del resto) nella fase a eliminazione diretta. A prevalere sono state le più forti del mazzo, nonostante alcuni episodi che avrebbero potuto cambiare gli ordini delle cose: pensiamo, rimanendo a noi, cosa sarebbe potuto succedere se Breel Embolo fosse rimasto in piedi, in quel contrasto ai quarti di finale contro l'Argentina, o se solo Johan Manzambi non si fosse infortunato nel momento cruciale del torneo. Questo a dimostrazione di quanti siano i fattori che vanno a incidere in una competizione di questo tipo, dove i particolari possono fare la differenza tra vittoria e sconfitta.
Secondo Gianni Infantino, questa finale è una benedizione per il calcio. Non lo sappiamo, francamente. Per noi è figlia anche di interpretazioni tattiche vincenti contro altre sbagliate, di spunti personali, di intuizioni, in campo e in panchina. Potevano esserci altre squadre? Sì. Le due finaliste sono al posto giusto? Sì, mettendo nel frullatore tutto quanto abbiamo sopra descritto. Vincerà la migliore? Ce lo auguriamo. Se potessimo rivolgere una preghiera a Eupalla, le chiederemmo comunque di fare andare le cose diversamente da come le vorrebbe il plenipotenziario della FIFA. Così. Perché ci è sempre piaciuto fare i bastian cuntrari. E poi, perché sarebbe un piccolo risarcimento per tutte le cose che, a differenza sua, non ci sono piaciute in questo "Mondiale più bello della storia".