AC BELLINZONA
"È iniziata una nuova era"
Pubblicato il 19.07.2026 18:54
di Enrico Lafranchi
Splende il sole in casa ACB. Alcuni ex dirigenti che si erano distanziati dalla politica che era stata instaurata nella società si stanno riavvicinando. In prima fila Paolo Righetti. L’ex presidente è il primo a rallegrarsene: “Sono contento che il tempo ci abbia dato ragione”.
Fa capire che a Bellinzona si era instaurato un clima negativo dove nessuno era più in grado di fare le valutazioni giuste. Già a livello giovanile! Dimenticando che il settore giovanile è un patrimonio che non deve assolutamente essere disperso.
Sergi, ex giocatore granata, si è reso conto che ci sono giovani interessanti anche da noi, per vederne i risultati ovviamente è necessaria una programmazione. E che ci vuole anche la forza di non avere fretta. Righetti non è il solo ad essere rientrato. Ce lo conferma lui stesso: “Citerei in primis Marino Cortinovis che era con noi quando avevamo fatto la grande cavalcata. Ha subito dato la sua disponibilità, sono convinto che presto il suo esempio sarà seguito da altri, parlo di persone che nel recente passato ci hanno messo testa e cuore” (e sicuramente qualcosa in più).
Righetti, chi, che cosa l’ha spinta a rientrare?
“Premetto che il mio non è un ritorno al cento per cento, sono qui a dare loro una mano. Visto tutto quello che mi è successo (allude ai gravi problemi di salute avuti, si è comunque ripreso molto bene, potremmo dire alla grande per quanto gli è capitato), non posso assolutamente essere operativo al cento percento”.
C’è un motivo ben preciso, vero?
“Prima di tutto voglio stare vicino alla società che, senza tanti ma e se, era sul punto di sparire. In secondo luogo il fatto di vedere dei giovani entusiasti come Sergi e Simunac - ci tengo a sottolineare che stanno facendo cose bellissime - mi ha incentivato a stargli vicino, forte anche della mia esperienza”.
Si sente di dire che per l’ACB è iniziata una nuova era?
“Penso proprio di sì. C’è un nuovo presidente giovane, nato e cresciuto a Bellinzona. È un ‘messaggio’ che diamo anche ai nostri tifosi, alla gente della Turrita affinché diano una mano e sostengano questo ragazzo che si sta dedicando anima e cuore all’ACB”.
C’è da augurarsi che questo messaggio sia accolto anche da chi allo stadio non ci è più andato in quest’ultimo anno:
“Sono già in tanti ad essere tornati, ne abbiamo avuto la prova alla presentazione della squadra e al primo allenamento. Ci ha fatto molto piacere, da quanto mi hanno informato sta funzionando bene anche la campagna abbonamenti (ridotti all’osso con Trujillo, ndr)”.
Con Sergi c’è un’altra persona che lavora con impegno, spirito di sacrificio e dedizione: lo vuole fare il suo nome?
“Certo, è Stipe Simunac. Lo conosco da tanti anni, da quando era ragazzo. La famiglia lo ha aiutato a crescere come persona, ce lo teniamo ben stretto, Stipe ha un carattere molto forte”.
Come ben sappiamo, la piazza non è delle più facili, in molti si stanno interrogando su quello che accadrà in Promotion League. La domanda è: che Bellinzona vedremo?
“Sarà importante stare coi piedi per terra, all’inizio bisogna fare altre cose al di là della parte tecnica: dare stabilità e un’organizzazione precisa al club. Di cose da fare ce ne sono ancora tante”.
Insomma, Righetti, come diceva il buon ‘Ginettaccio’, è tutto da rifare questo Bellinzona? 
“Beh, non è che non c’era proprio niente, si sta lavorando su quello che mancava: abbiamo veramente bisogno della Città. È fondamentale a mio modo di vedere, i rapporti con il Municipio sono già da ritenere buoni".
Sembra proprio che all’ombra dei castelli stia per iniziare una nuova era. Innamorarsi dell’AC Bellinzona è ancora possibile. In Paolo il cuore batte granata. Oggi, come prima, più di prima. È presidente onorario e ne va orgoglioso.  
(Foto ENLA)