CALCIO INTERNAZIONALE
Sul suo Impero non tramonta mai il sole
Pubblicato il 21.07.2026 10:12
di A. L.
La notizia è ufficiosa, ma comincia a rimbalzare attraverso i giusti canali, arriva dal Sudamerica. Il prossimo Mondiale, quello del centenario, dovrebbe comprendere 64 squadre. È l'ennesimo strappo di Gianni Infantino, che come unico limite alla sua presidenza ha le sue idee. Sostiene che l'edizione americana rimarrà a imperitura memoria, e l'etichetta come un “evento unico” poiché “non c'è mai stato nulla di simile”. Poco importa che della pletora delle partite disputate, al massimo dieci saranno state di un certo livello. Ma il Presidente un record lo ha  ottenuto: quello delle entrate, sono oltre 13  i miliardi di franchi incassati. Soldi che userà in maniera sapiente e astuta, finanziando le Federazioni amiche, con progetti e investimenti, che aumenteranno a dismisura la sua influenza. È in carica da un decennio, e l'anno che verrà, nel mese di marzo, si terranno nuove elezioni. Ma l'esito è scontato. È imbattibile. I numeri  sono tutti dalla sua parte: sono 211 i Paesi aderenti della Fifa. La confederazione sudamericana (10 membri) lo appoggia, come quella africana (54 membri) e quella asiatica (46 membri), e come quella dell'America del Nord (35 membri) e dell'Oceania (11 membri). Sarà un autentico plebiscito. L'unico avversario di Infantino è l'Uefa (55 membri), l'organismo europeo è forte e ricco, ma la sua opposizione è formale e poco incide nella sostanza. Il nostro ha poi un formidabile alleato: Donald Trump, che gli garantisce una protezione non indifferente, una scelta strategica, che lo fa sentire al sicuro, e al di sopra di eventuali polemiche e critiche, respinte con sicumera.