NATIONAL LEAGUE
Sgarbossa e Agozzino? Che non facciano scuola
Pubblicato il 21.07.2026 14:16
di Marco Maffioletti
A inizio mese Mike Sgarbossa con il Rapperswil, ora Andrew Agozzino con il Bienne. Per ragioni personali i due canadesi hanno rinunciato ad adempiere ai contratti firmati con le due società elvetiche, che di conseguenza sono dunque stati sciolti. Il 35enne “mancato” attaccante dei seeländer aveva addirittura firmato appena a giugno l’intesa con il direttore sportivo Martin Steinegger. Intendiamoci, forse è un caso che ci siano due casi analoghi in così poco tempo e già in passato erano avvenuti fatti simili. È troppo presto per parlare di una nuova tendenza, ma qualche riflessione s’impone. A fare specie è l’età dei giocatori in questione, entrambi abbondantemente oltre la trentina. Non sono dunque capricci legati alla giovane età, sono atleti maturi con alle spalle lunghe carriere e ben difficilmente sono da spiegare con prospettive sportive più allettanti (Sgarbossa ha firmato in AHL). Questi repentini cambi d’idea devono fare riflettere. Per carità, lungi da noi condannare certe decisioni, specialmente se legate a motivi familiari o personali, ma forse alcuni elementi prima di prendere determinate decisioni importanti e firmare contratti dovrebbero ponderare meglio il tutto. Ne va della professionalità ed è anche una questione di rispetto nei confronti del datore di lavoro. Troppo facile prendersi degli impegni e poi chiedere di essere liberati. Rapperswil e Bienne sopperiranno ai mancati arrivi, ma quanto accaduto rende ancora maggiormente l’idea di quanto sia difficile per un direttore sportivo muoversi sul mercato straniero e avere “la certezza” di aver fatto la scelta giusta. A dire la verità la certezza non esiste, troppe le incognite legate alla nuova realtà. Certo che se oltre ai dubbi legati al valore sportivo e all’impatto, si aggiungono quelli inerenti all’eventualità di un cambio d’idea, ecco che per i vari Steinmann, Weibel e compagnia il lavoro diventa ancora più ostico. La speranza è che i casi di Sgarbossa e Agozzino non facciano troppa scuola.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)