Ciclismo
Le emozioni del Tour de France a due passi dal confine
Pubblicato il 21.07.2026 16:24
di Silvano Pulga
Nonostante il risultato finale largamente ipotecato, il Tour de France mantiene un sempre giustificato fascino. Nessuno, del resto, neppure Tadej Pogačar può avere la sicurezza assoluta di non avere, da qui a domenica, una giornata storta, per dire. E, in ogni caso, assistere a una tappa della corsa ciclistica più importante del mondo è sempre qualcosa di magico. A pochi passi dalla Romandia, questa cronometro da Evian a Thonon Les Bains ha attirato quindi appassionati e tifosi non solo dalla Svizzera, ma da tantissimi paesi europei e non solo: tante le lingue sentite parlare sul percorso, così come le bandiere sventolate. Caldo, ovviamente, e anche un po' di brezza proveniente dal Lemano che ha almeno provato a rinfrescare il pubblico e il vostro cantastorie.
Su strada, il solito spettacolo, con uno dei grandi favoriti, Filippo Ganna, che ha steccato. Sinora lo avevamo sempre visto vincere dal vivo a cronometro: questa volta non siamo riuscirti a portargli fortuna. Fuori anche dai primi 10, il verbanese non ha nascosto la propria delusione a fine gara: "Non è andata come volevo. Ho dato forse troppo sul tratto in salita e, alla fine della prova, ho sofferto". Ottima, invece, la prova di Mattia Cattaneo: l'italiano, nonostante un evidente errore all'uscita di una curva, ha preceduto infatti il connazionale specialista delle corse contro il tempo. Non è bastato per vincere; tuttavia, per il 36enne, compagno di squadra di Remco Evenepoel, il sesto posto è stato una grandissima soddisfazione, unita alla da lui auspicata vittoria del capitano, tra l'altro nel giorno della festa nazionale belga. Il duello per la vittoria di tappa è stato infatti tra il primo e il secondo in classifica, vale a dire Tadej Pogačar e il citato Remco Evenepoel, quest'ultimo in maglia iridata di campione del mondo della specialità, sostenuto da diversi connazionali, sparsi sul percorso. Un pubblico numerosissimo, tra l'altro, praticamente ovunque sulle strade teatro della corsa, e che ha incitato tutti, chiudendo le polemiche sui fischi dei giorni scorsi. E l'ha spuntata proprio il belga della Red Bull - Bora, che si è imposto con un tempo da favola: 32' 19", 28" meno del rivale sloveno.
Vogliamo dirlo? Ci voleva. Dopo le polemiche dei giorni scorsi (i fischi, i controlli antidoping fatti ai corridori a orari assurdi), ci voleva una giornata di ciclismo come si deve, una tappa da Tour de France. Difficilmente riaprirà la corsa, perché la maglia gialla è apparsa in grandissima forma, e ha davanti tappe nelle quali può fare la differenza. Tuttavia, una curva presa troppo larga, nella foga di rincorrere il battistrada, da parte dello sloveno, ha davvero spaventato tanti appassionati in strada e le centinaia di giornalisti al seguito in sala stampa, a dimostrazione che il Tour è sempre in bilico, come ha dimostrato quanto accaduto a Jonas Vingegaard, messo fuori gioco, pochi giorni fa, proprio da una rovinosa caduta. Il ciclismo è vivo, insomma: piaccia o no ai tanti detrattori e a chi, a volte, non lo amministra al meglio.
(Foto SP)