FC LUGANO
Parole che (adesso) non hanno senso
Pubblicato il 22.07.2026 07:50
di L.S.
Sinceramente, fa male leggere l’intervista di Mattia Bottani di questa mattina al Corriere del Ticino: sapevamo che per il momento non erano arrivate proposte interessanti e che il suo futuro era ancora tutto da scrivere, ma le parole al vetriolo contro il suo ex allenatore, quelle, non ce l’aspettavamo. Almeno non con questa forza e cattiveria. E, inutile nasconderlo, lasciano un po’ di amaro in bocca.
Se è vero che ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, è altresì vero che i modi e i tempi appaiono piuttosto discutibili.
Comprensibile la delusione per il poco spazio avuto negli ultimi anni, così come l’ambizione di voler giocare ancora ad alti livelli: i sogni sono le cose belle della vita, e crederci ci dà la forza per alzarci ogni mattina.
Detto questo, anche il rispetto e la forma, in ogni tipo di espressione, qualificano la persona.
Dire adesso, che con questa squadra si doveva fare di più, lasciando intuire che la colpa è esclusivamente di Croci-Torti, non è certo un esercizio di grande coraggio. Anzi, sembra piuttosto una maniera subdola per scaricare su una sola persona la “colpa” dei risultati. Che tutto sommato, non sono stati nemmeno così negativi. Anzi.
Affermare di essere un tifoso bianconero e sferrare questo attacco a poche ore dall’inizio stagione, non è certo un esempio di grande attaccamento al club che lo ha visto crescere e che gli ha dato la possibilità di diventare un giocatore professionista.
Spiace che nessuno, per ora, punti più su di lui, che nessuno creda più nel giocatore Bottani. A volte però, sono le lezioni che la vita impartisce, sono segnali chiari che bisogna decriptare per tempo. Non è sempre facile farlo, ne siamo coscienti.
Bottani poteva continuare a lavorare (come allenatore del settore giovanile) e giocare per il Lugano (la seconda squadra), ma ha rifiutato la proposta del club. Era un suo diritto ed è stato giusto rispettarne la scelta.
La vita continua e rimestare nel torbido del passato, non aiuta nessuno. Soprattutto la sua persona.
Siamo sicuri che tra qualche tempo, rileggendo questa intervista, anche lui non ne andrà fiero.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)