Mattia Croci-Torti non ha
inteso replicare, non ha nessuna versione da contrapporre, non vuole
alimentare nessuna polemica. Ha spiegato che l'ambiente è
concentrato e che non ci devono essere distrazioni, e quello che
conta “È il bene comune”. È una classica vicenda di
calcio finita male, purtroppo. Alibi e ragioni si confondono, e vede
coinvolti due ticinesi. Ma il tecnico ha la giusta esperienza, e il
suo principio di “risolvere problemi”, lo hanno spinto a
glissare, ad andare oltre. Tuttavia qualche parola a riguardo l'ha
spesa. La premessa è esplicativa, sottolinea come “fare
l'allenatore oggi sia complicato”, le critiche non mancano mai,
ma “il mio faro è
mettere al primo posto prima di tutto la squadra e gli obiettivi
comuni”.
È inutile “criticare
una persona che non fa parte dello spogliatoio da due mesi”.
E rammenta del calciatore “l'attaccamento
alla maglia, la sua attitudine sul campo e la capacità di fare la
squadra che guido”.
Conclude asserendo che “non sarà
ciò che ho letto... a farmi cambiare idea su di lui”.
Fine della storia e massima attenzione alle cose di campo, che non
aspetta.
(Foto
Ticishot-Simone Andriani)