AC BELLINZONA
"Allo stadio non ci andavo più perché..."
Pubblicato il 23.07.2026 07:29
di Enrico Lafranchi
Il Club dei 100 ha un nuovo presidente. All’assemblea dei soci, tenutasi presso l’Albergo-ristorante Unione di Marco Berini, è stato eletto Franco Lazzarotto. Si tratta di una bella notizia per l’ambiente granata, la sua nomina è stata accolta con insistiti applausi dai numerosi presenti.
Franco, per lei tifoso granata da sempre, è sicuramente una legittima soddisfazione:
“Può ben dirlo, da quanto abbiamo vissuto in famiglia e nella società, ne vado orgoglioso. I nuovi arrivati hanno raccolto un testimone non da poco. Vuol dire ricreare finalmente un ambiente ‘nostro’. E significa anche prestare la dovuta attenzione al nostro movimento giovanile in modo da consentire ai nostri giovani di poter un domani giocare nella prima squadra”.
La prima squadra, purtroppo, non fa più parte dell’élite nazionale:
“È purtroppo così ,ma secondo me è assolutamente ininfluente. L’ACB è comunque sempre l’ACB”.
Tanto di cappello a Renato Sergi, granata doc:
“Mi fa piacere perché Renato è partito con obiettivi raggiungibili (lontani anni luce dalle ‘fanfaronate’ del precedente proprietario, ndr). C’è un bel clima, ideale per ricompattare un ambiente che era diventato per noi tutti inaccettabile. Per quanto riguarda la squadra, sono quasi tutti giocatori giovani. Come ha spiegato Sergi, bisogna stare coi piedi ben piantati per terra: miriamo alla salvezza in Promotion, mi sento di poter dire anch’io che va bene così”.
Ultimamente non l’abbiamo più vista allo stadio: per quale motivo?
“Si era creato un clima che non mi piaceva, non condividevo quello che stavano facendo”.
Un Bellinzona che ora torna ad essere granata in tutto e per tutto è già un buon auspicio: è d’accordo?
“Certamente! Adesso sono state ricreate le basi per intraprendere un lavoro che risulti appagante. Sta ora a noi supportare chi ha creduto in questa rinascita”.
Un rinnovamento che parte dai giovanissimi:
“Essendo stato docente di scuola mi sono reso conto quanto bene faccia questo sport ai ragazzi. Anche in quest’ottica mi presterò affinché già a questi livelli si crei un ambiente sano con obiettivi ben precisi”.
Qualche nostalgico’ ha evocato i tempi della ‘torcida’ a ritmo di samba…
Ride. “Eh sì, il grande Bellinzona è nato quando mio papà (l’indimenticabile Felice) ne era il presidente. La dirigenza era composta di 7-8 persone in grado di effettuare determinati investimenti. Altri tempi, da favola potremmo dire (in 3000 ad accogliere Mario Sergio alla stazione FFS, in 17000 allo stadio, ndr)”.
Tempi passati, irripetibili:
“Adesso dobbiamo creare qualcosa di modesto e soprattutto di nostro. A tutto vantaggio della nostra gioventù”.
Per Franco Lazzarotto in Ticino oggi ‘c’è posto per una squadra in un determinato settore’ (FC Lugano) e una in ‘un altro’ (l’ACB):
“Bisogna creare e non sognare”.
Per il Bellinzona è iniziata una nuova era?
“Direi proprio di sì. Un presidente come me settantacinquenne mi fa un po’ sorridere, però accanto ho un bravissimo giovane. Adesso che siamo ancora in un periodo di ‘crisi’, metterò a disposizione di Sergi la mia esperienza. Tenendo comunque presente che il futuro è dei giovani”.
(Foto ENLA)