FC LUGANO
Si parte, con un occhio al mercato
Pubblicato il 23.07.2026 07:36
di Silvano Pulga
Si riparte, quindi. Finalmente, diciamo: c'è voglia di calcio a Lugano, nel nuovo stadio, tutto sommato, nonostante si sia appena usciti dalla grande giostra del mondiale, che ha regalato tante soddisfazioni ai tifosi svizzeri, e anche qualche rimpianto. Si comincia con una notte europea, magari non di quelle da brivido (è una partita d'andata), ma comunque sempre in grado di regalare le emozioni tipiche di una partita serale, in attesa che la SFL entri nell'ottica che, in questo periodo, si deve giocare in questi orari, e non alle 14.00, come accadrà domenica a Berna. Non che le 16.30, orario d'inizio di Lugano-Vaduz, prima partita di campionato, sia molto più salubre, si capisce; tuttavia, per ora, i vertici del calcio elvetico faticano a entrare in quest'ottica, così come in quella di ipotizzare i posticipi al lunedì per le squadre impegnate (magari in trasferta) nelle coppe europee che si giocano al giovedì, spesso in campi lontani dagli aeroporti, con situazioni logistiche complicate. Il rinvio delle gare, in caso di raggiungimento dei playoff decisivi, è un pannicello caldo: ma è solo il nostro parere, e ci rendiamo anche conto delle difficoltà logistiche da sostenere per chi volesse seguire la propria squadra in trasferta al lunedì sera. La SFL, del resto, ci tiene ai tifosi e, a quanto pare, anche alla loro abbronzatura, visto che li fa rosolare sugli spalti nei pomeriggi del mese di luglio.
Parlando di pallone, che è quello che conta, il Lugano che vedremo in campo stasera è ancora un cantiere, come quello attorno allo stadio. La società, sinora, ha operato bene sul mercato, in entrata e in uscita, perlomeno a livello di tempi; per verificare l'adeguatezza dei nuovi arrivati, bisognerà attendere il verdetto del campo, come sempre. La sensazione, tuttavia, è che vi sia un ambiente, a livello di gestione sportiva, tranquillo, con DS e allenatore che si muovono in sinergia, e che anche coi procuratori dei giocatori le cose siano state messe in chiaro: si cercherà di accontentare chi, magari, aspira a cambiare aria, ma le condizioni dovranno essere gradite al club.
Il giudizio definitivo, quindi, sulle aspirazioni e possibilità concrete per la stagione si potrà dare a settembre, a mercato chiuso, e con la definizione del cammino europeo. Raggiungere la fase a gironi di Conference significherebbe aver centrato un grande obiettivo ma, ovviamente, influirà sulle prestazioni in campionato, e richiederà una rosa più numerosa, per affrontare gli impegni infrasettimanali senza pagarli troppo cari nei fine settimana: l'esempio del Losanna dello scorso anno è lì a ricordarcelo.
In definitiva, da parte nostra, al netto di quanto abbiamo scritto sopra, c'è ottimismo. Il caso Bottani, potenzialmente pericoloso per gli equilibri dello spogliatoio, è stato affrontato da Mattia Croci-Torti in maniera corretta, a significare una certa tranquillità di tutto l'ambiente, che avevamo colto sia nella conferenza stampa di fine stagione, a maggio, che la settimana scorsa, a presentazione di quella che verrà. La vera sfida sarà proprio riuscire a mantenere questo livello di coesione nel gruppo, con un nuovo capitano (Renato Steffen) e i conseguenti rinnovati equilibri dello spogliatoio. C'è voglia, c'è ambizione: speriamo che, tra un mesetto più o meno, la rosa sia equilibrata, e che i risultati sorridano al Crus e ai suoi.