Bicchiere mezzo pieno o vuoto? Noi vogliamo avere fiducia,
come quella del Crus verso la società, e diciamo mezzo pieno. Certo, sarebbe
stato meglio segnare almeno un gol in più: la possibilità c'era, le occasioni
da gol sono state create, nonostante una gara non brillantissima. Tuttavia, a
questo punto della stagione, con i carichi di lavoro da metabolizzare, ci può
stare una prestazione di questo livello e la scarsa lucidità sottoporta: uno
Steffen più sul pezzo, per dire, nel secondo tempo quel pallone lo avrebbe
scaricato su Dos Santos, piazzato meglio di lui, tagliando fuori il portiere in
uscita. Peccato anche per la traversa di Moncada, sempre nella ripresa: da
quella posizione non serviva imprimere tutta quella potenza, a scapito della
precisione. Errore di gioventù, che si spera rimanga indolore.
Dopodiché, il tema tattico della partita di ritorno sarà
differente, visto che i kosovari dovranno per forza provare a segnare. Gli
spazi saranno maggiori e, ci auguriamo, anche la precisione nei sedici metri
degli avanti bianconeri. Il bicchiere resta mezzo pieno, come scritto sopra: il
risultato è stato positivo e sappiamo invece che, nel calcio, in certe
situazioni si rischia la beffa. Certamente, il gruppo è incompleto, soprattutto
per garantire le necessarie rotazioni: vincere con due o tre gol di scarto
avrebbe garantito una maggiore tranquillità in Kosovo, permettendo un maggiore
turnover. Non è andata così; tuttavia, come già affermato, ci stava. Di
positivo c'è che anche il Vaduz ha giocato ieri sera, nel proprio stadio: le
due formazioni saranno tutto sommato alla pari, dal punto di vista atletico.
Opposta a un avversario più malleabile, la squadra del Principato ne ha messe
dentro quattro, a dimostrazione di un buono stato di forma fisica e mentale:
bisognerà quindi prestare la massima attenzione, come dimostrato
nell'amichevole della scorsa settimana.
In definitiva, siamo a inizio stagione, anche se queste sono
partite vere. Crediamo che aver giocato a Lugano e non in Svizzera interna
possa davvero fare la differenza, in termini di recupero: era dura per noi
rientrare in Ticino da Thun o da Ginevra partendo a mezzanotte dallo stadio,
figuriamoci per chi aveva giocato, anziché starsene seduto tranquillo in
tribuna stampa. Certamente, nelle dichiarazioni finali ai microfoni della RSI,
Mattia Croci-Torti è tornato più volte sulla necessità d'implementare la rosa:
fiducia nella società da parte sua, ovviamente, ma siamo già (perlomeno in
Europa) alle sfide da dentro/fuori, anche se siamo solo al 23 luglio e non c'è
ancora la certezza di giocare la Conference, in autunno. Col sorriso, ma il
Crus lo ha detto chiaramente. A questo punto, la palla è tra i piedi di
Sebastian Pelzer.
(Foto Ticishot/Simone Andriani)