È già stato scritto: non si può chiedere brillantezza, in
questo periodo. Dopodiché, lo scorso anno, di questi tempi, ci si stava
leccando le ferite dopo la sconfitta casalinga col Thun, peraltro affrontato
qualche giorno prima in amichevole (a volte, le coincidenze...). Perché,
diciamolo: potranno non piacere questi discorsi a Cesc Fàbregas, ma nel calcio
l'ambiente tutto ti chiede di vincere, non importa come. Ai tifosi (e non solo,
ricordiamolo) i complimenti per il bel gioco, dopo una sconfitta, non
interessano.
Poi, certamente, i primi 15/20 minuti della partita di ieri
col Vaduz hanno spaventato non poco i 7.000 accorsi alla AIL Arena. Tuttavia,
per fortuna del Crus e dei suoi, gli attaccanti della compagine del Principato
hanno trovato prima il legno alla sinistra di Von Ballmoos, e fallito una
facile occasione poco dopo. Nel rispetto delle leggi del calcio, è stata così
la squadra di casa ad andare a segno due volte, prima del termine della prima
frazione (Papadopoulos e Mai i marcatori) ipotecando la vittoria, nonostante la
rete ospite nella ripresa, che ha riaperto l'incontro.
Tre punti importanti: Allegri, per dire, durante tutta la
scorsa stagione ha esaltato certi pareggi arrivati in modo fortunoso, perché i
punti ottenuti nei periodi poco brillanti sono importantissimi. Vale anche da
questa parte del confine, al netto del fatto che fare gol da palla ferma è
stata una novità piacevole; quando lo abbiamo fatto presente a Mattia
Croci-Torti, in conferenza stampa, ci è stato risposto che ciò che avevamo
visto era il frutto di un lavoro specifico, perfezionato dopo la partita di
giovedì sera. Il tecnico ha ovviamente visto il bicchiere mezzo pieno,
sottolineando le cose buone viste, mettendo in secondo piano le criticità:
giusto farlo e, del resto, il risultato glielo consentiva. Lo stesso ha detto
Papadopoulos, autore della prima rete, rispondendo alle domande degli inviati.
La squadra, insomma, sta lentamente crescendo. Nessuno si
nasconde: l'organico è da completare (domenica, al termine della sfida col GCZ,
ci sarà qualche giocatore con 360 minuti nelle gambe), c'è la grande incognita
dell'Europa, ancora tutta da conquistare, ma che richiederebbe una rosa più
profonda, ci sono dei pezzi pregiati che potrebbero partire. Il mese d'agosto
sarà quindi fondamentale per gettare le basi della stagione appena iniziata:
alla società il compito di mettere al posto giusto le tessere del mosaico, alla
squadra di fare risultato. Non facile, ma sicuramente stimolante.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)