Il giorno dopo l'epilogo del Tour de France, si guarda già
avanti, alla prossima edizione. Come noto, la partenza avverrà in Gran
Bretagna, e toccherà Scozia, Inghilterra e Galles: In particolare, la Grande
Boucle prenderà il via dal suggestivo Castello di Edimburgo. Il problema,
tuttavia, resta quello di renderlo più avvincente, dopo aver assistito,
quest'anno, a un dominio praticamente totale della UAE Team Emirates XRG.
Un'idea più che provocatoria è arrivata da un veterano del gruppo: l'olandese
della Lidl-Trek Bauke Mollema, il quale cura una rubrica sportiva per il
quotidiano batavo Dagblad van het Noorden. La sua proposta per limitare lo
strapotere di Pogačar e compagni sarebbe quella di ridurre le formazioni al
Tour a soli sei corridori per team.
"Vedo favorevolmente squadre più piccole per
aumentare la tensione in gara, contrastando la supremazia della UAE.
Immagiamole composte di soli sei uomini al Tour: mi piacerebbe davvero vederle.
Chi lascerebbero a casa?" incalza maliziosamente Mollema. Per
poi proseguire: "Pogačar dovrebbe comunque portarsi un paio di
passisti. In definitiva, dovrebbero fare scelte drastiche, e non potrebbero più
controllare la corsa nello stesso modo di quest'anno, soprattutto se si
trovassero a dover gestire malattie o cadute. Inoltre, un gruppo più ridotto
farebbe benissimo alla sicurezza: penso al Tour de Romandie, dove il numero di
partecipanti era ridotto a cento corridori, la dinamica è stata spettacolare, e
non c'è stata nemmeno una caduta in tutta la settimana."
Mollema crede molto nei giovani: le parole migliori le ha
spese per il diciannovenne Paul Seixas (4° finale), secondo lui la potenziale
futura minaccia principale per il campione del mondo nei prossimi anni, anche
se Jonas Vingegaard, la cui assenza si è sentita parecchio nell'ultima
settimana, è ancora (a suo parere) un elemento che può dire ancora molto in
queste occasioni. Che dire della proposta dell'olandese di riduzione del numero
di corridori per team? Sicuramente una provocazione interessante, ma che
potrebbe far optare per un ridimensionamento degli investimenti nelle squadre:
gli atleti validi vengono ingaggiati per poter partecipare ai grandi giri e,
soprattutto, per il Tour, gara piena d'insidie e con un percorso estremamente
vario. Affaire à suivre.
(Foto Wikimedia Commons-Hugo Luc)