Gianni e Infantino e
Donald Trump esercitano i loro mandati presidenziali con un tratto
comune: il loro limite è rappresentato esclusivamente da sé stessi.
Il Presidente della Fifa, qualche giorno fa, ha pubblicato sui social
un lungo messaggio: ha attaccato i giornalisti, accusandoli di
nutrirsi di “odio”, incapaci di non aver compreso la
bellezza della Coppa del Mondo, ignari di aver assistito “al
miglior spettacolo del mondo”. Ma è tutto superato. Una
notizia sta facendo il giro del mondo: il Times sostiene che la Fifa vorrebbe vendere una parte del Mondiale (si parla del
20%, per un valore di 4,2 miliardi di dollari) a investitori privati,
tra questi ci sarebbe la famiglia Kushner del genero di Trump. Il
progetto è in collaborazione con la J. P. Morgan. Dovrebbe essere
creata una società che si chiamerà Fifa Forward Enterprise (Ffe),
controllata comunque dalla Fifa, che avrebbe il compito di occuparsi
di attività commerciali e di organizzare eventi. Infantino, quando
terminerà per statuto di essere Presidente della Fifa, farebbe il
CEO di questa nuova impresa, con uno stipendio di 56 milioni di
euro. Lo spinge la convinzione che: “Il calcio è uno
straordinario motore di sviluppo umano e sociale”,
tradotto: è un potente strumento di potere e una formidabile
macchina da soldi. Che non si tratti solo di un'illazione, lo
conferma l'immediato intervento dell'Uefa. Il massimo organismo
europeo scrive: “Questa operazione supera una linea che
le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai
oltrepassare”, continua con
parole nette e dure, sottolineando che “L'anima e la
governance del calcio non sono beni da negoziare”,
notando che una simile architettura finanziaria non avrebbe nessuna
“trasparenza”. Il Mondiale, infine , dovrebbe avere una cadenza biennale. E ai
critici, con toni ieratici, Infantino comunica: “Mentre
voi dividete, noi uniamo”. E
se poi si genera un diluvio di denaro...
CALCIO INTERNAZIONALE
Vorrebbe vendere ai privati il Mondiale