CALCIO ITALIANO
Una storia sbagliata
Pubblicato il 29.07.2026 05:19
di A. L.
Esiste, nella Europa calcistica che conta, un movimento pallonaro così disastrato e politicizzato come quello italiano? No. Impossibile trovarne uno simile, si è riusciti a toccare il fondo e si è continuato a scavare. Il calcio del Belpaese è precipitato in una crisi sistemica che non vede una fine, tutto noto. Un dato rappresenta la situazione in maniera emblematica: in Serie A, il 67% dei minuti è stato giocato da calciatori stranieri; nella Liga la quota scende al 39,6%; nella Ligue 1 si attesta al 48,3%. Servirebbe una rivoluzione, altro che riforme. Malagò è un tipico esponente della classe dirigente italiana, è completamente organico alla politica romana, è legittimato sia dalla destra che dalla sinistra, ha la capacità di essere trasversale. Il Presidente ideale della Figc. Salvate il soldato Mancini, verrebbe da dire. La sua nomina a tecnico della Nazionale è avvenuta in maniera surreale. È andato in scena uno spettacolo grandioso, è stata intessuta una  trama dove si sono alternate tragedia e commedia (quella del peggior livello). Hanno recitato attori protagonisti: Maldini; Leonardo; Guardiola; Pirlo; Ranieri e l'elenco potrebbe continuare. Mica interpreti di secondo piano. La corrispondenza di amorosi sensi tra calcio e politica è stata intensa e salda. Le notti magiche del calcio italiano, che un tempo si vivevano sul terreno di giuoco, si sono trasformate in una pantomima. E il football rimane in un angolo triste e melanconico. Ma animo il Campionato sta per iniziare: Juve, Milan e Inter stanno per scendere in campo, Roma e Napoli rispondono presente all'appello. Sarà un calcio di retroguardia, ma la passione del tifoso è intatta. Miracolo, mistero e autorità sono le tre forze che, secondo Dostoevskij, conquistano le persone.