Avremo quest’anno il più classico dei derby in Prima Lega Promotion: Bellinzona-Lugano! Non si tratta ovviamente di quello ‘storico’ da record di pubblico (in 17.000 al Comunale) con l’allora bianconero Louis Maurer a dichiarare con un velo di sarcasmo al pubblico della tribuna che lo fischiava “ah, le beau public de Bellinzona”.
No, non sarà in effetti il Lugano del Crus ad affrontare Mihajlovic (già bianconero) e compagni. Ma per la piazza granata è il derby di sempre anche se da affrontare ci sarà la seconda squadra, il Lugano II e non quella di Super League.
“Mi sembra in effetti di capire - dichiara Andrea Vitali - che questa partita sarà molto sentita. Essendo di origine italiana, so benissimo cosa significhi un derby. Ci penseremo a tempo debito (l’andata si giocherà a Lugano il 24 ottobre). Adesso siamo concentrati sulla partita di domenica con il Bulle”.
Mister, siete reduci da un campionato così così (quartultimo posto):
“Premetto che con la sua valutazione ‘così così’ non sono d’accordo. Abbiamo mantenuto la categoria per il terzo anno consecutivo. L’obiettivo della società è di permettere a tantissimi giovani di cimentarsi in Promotion. È un compito impegnativo ma anche molto stimolante. Tra l’altro l’anno scorso abbiamo disputato un ottimo girone di ritorno”.
Quest‘anno puntate a qualcosa di più?
“Vorrei ricordare che l’obiettivo principale del FC Lugano è quello di fare crescere i giovani nel più breve tempo possibile e nel miglior modo possibile. Avremo delle difficoltà da superare, ma siamo qui a lavorare per sopperire alla poca esperienza dei ragazzi”.
Il suo compito è di ‘tirare fuori' dei giocatori per la prima squadra, dico bene?
”Il compito è di formare giocatori professionisti. Il livello del professionismo lo deciderà il ‚rush‘ dei giocatori stessi. È chiaro che avendo in rosa dei 2009/2010 siamo in anticipo di due o tre anni. Sappiamo quello che andiamo incontro dal punto di vista fisico, magari anche mentale, ma questo fa parte del percorso. Cercheremo di accelerare la loro maturazione. Questa era sarà sempre la nostra linea,“.
Ci sono giocatori in predicato di vestire la maglia della prima squadra o che stanno comunque già in panchina?
“Sì, ci sono dei ragazzi che sono aggregati alla prima squadra e che si allenano con loro. Potrebbe esserci la possibilità di farli ‚scendere’ con me, ma è prematuro fare dei nomi“ (ne facciamo noi alcuni: Parente, Raffa, Tiraboschi , Puddu).
Già allenatore del Chiasso, Andrea Vitali ha riscoperto sulle rive del Ceresio la ‚bellezza‘ del calcio. Quello giovanile. Una bella esperienza e tanta voglia di rimanere legato al nostro calcio.
No, non sarà in effetti il Lugano del Crus ad affrontare Mihajlovic (già bianconero) e compagni. Ma per la piazza granata è il derby di sempre anche se da affrontare ci sarà la seconda squadra, il Lugano II e non quella di Super League.
“Mi sembra in effetti di capire - dichiara Andrea Vitali - che questa partita sarà molto sentita. Essendo di origine italiana, so benissimo cosa significhi un derby. Ci penseremo a tempo debito (l’andata si giocherà a Lugano il 24 ottobre). Adesso siamo concentrati sulla partita di domenica con il Bulle”.
Mister, siete reduci da un campionato così così (quartultimo posto):
“Premetto che con la sua valutazione ‘così così’ non sono d’accordo. Abbiamo mantenuto la categoria per il terzo anno consecutivo. L’obiettivo della società è di permettere a tantissimi giovani di cimentarsi in Promotion. È un compito impegnativo ma anche molto stimolante. Tra l’altro l’anno scorso abbiamo disputato un ottimo girone di ritorno”.
Quest‘anno puntate a qualcosa di più?
“Vorrei ricordare che l’obiettivo principale del FC Lugano è quello di fare crescere i giovani nel più breve tempo possibile e nel miglior modo possibile. Avremo delle difficoltà da superare, ma siamo qui a lavorare per sopperire alla poca esperienza dei ragazzi”.
Il suo compito è di ‘tirare fuori' dei giocatori per la prima squadra, dico bene?
”Il compito è di formare giocatori professionisti. Il livello del professionismo lo deciderà il ‚rush‘ dei giocatori stessi. È chiaro che avendo in rosa dei 2009/2010 siamo in anticipo di due o tre anni. Sappiamo quello che andiamo incontro dal punto di vista fisico, magari anche mentale, ma questo fa parte del percorso. Cercheremo di accelerare la loro maturazione. Questa era sarà sempre la nostra linea,“.
Ci sono giocatori in predicato di vestire la maglia della prima squadra o che stanno comunque già in panchina?
“Sì, ci sono dei ragazzi che sono aggregati alla prima squadra e che si allenano con loro. Potrebbe esserci la possibilità di farli ‚scendere’ con me, ma è prematuro fare dei nomi“ (ne facciamo noi alcuni: Parente, Raffa, Tiraboschi , Puddu).
Già allenatore del Chiasso, Andrea Vitali ha riscoperto sulle rive del Ceresio la ‚bellezza‘ del calcio. Quello giovanile. Una bella esperienza e tanta voglia di rimanere legato al nostro calcio.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)
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