Ce lo aspettavamo, dopo che addirittura il Corriere della
Sera aveva pubblicato la notizia della morte, con un giorno d'anticipo, di
Franco Baresi: il segno che le condizioni di salute dell'ex capitano del Milan
dovevano essere davvero molto critiche. Non ci ha stupito, quindi, leggere oggi
sul CdT del decesso dell'idolo della nostra adolescenza, un giocatore poco più
anziano di noi, e che aveva raccolto la fascia di capitano del Milan nientemeno
che da Gianni Rivera, il mito assoluto di quando eravamo bambini, il giocatore
che, assieme a Pierino Prati e Roberto Boninsegna, ci aveva fatto innamorare
del calcio.
Di Franco Baresi abbiamo seguito tutta la carriera, fin da
quando, in un derby del 1977, assistemmo all'esordio in nerazzurro del fratello
Giuseppe, con nostro padre che ci disse "Nelle giovanili del Milan gioca
il fratello, che è ancora più forte". Aveva ragione, lo avremmo scoperto
l'anno successivo. Il resto è storia del calcio e più piccola nostra, che lo
seguivamo sugli spalti ovunque, in compagnia di un nostro socio storico che,
ora, lo starà guardando da vicino in quel luogo che, prima o poi, accoglierà
tutti noi che, invece, ci ritroviamo oggi a un tratto solamente in compagnia
dei nostri ricordi.
Franco Baresi, nel Milan, passò infatti dalla Stella del
decimo scudetto alla Serie B, per poi vincere un mondiale in Spagna da
spettatore, raggiungendo il tetto del mondo coi rossoneri, rinati dalle ceneri,
e sfiorando ancora la coppa del mondo negli USA, dodici anni dopo il trionfo
spagnolo. Ebbe meno fortuna nella vita fuori dal campo, come dimostra questa
sua dipartita prematura. Resta, oggi, il ricordo dei tanti momenti belli che ci
ha regalato come tifosi, i viaggi in giro per l'Europa che ci spinse a fare; in
definitiva, la nostra giovinezza, scandita da quegli appuntamenti sportivi che,
oggi, tutti ricordano per le foto con le coppe alzate e che, per noi, erano
avventure con notti passate in autostrada e tanto altro. Grazie, Franco, per
aver contribuito a rendere più belli gli anni migliori della nostra esistenza.
(Foto Instagram Franco Baresi)