Arriva nella notte il
comunicato della Fifa, il piano di privatizzazione del Mondiale è,
per il momento, accantonato, l'idea di americanizzare definitivamente
il calcio viene sospesa. Le parole, in sintesi, per giustificare una
simile inversione di marcia sono le seguenti: “La proposta non
sarà portata avanti, ha creato divisioni”, tradotto: troppo
forti le critiche che si sono sollevate, sia a livello mediatico, sia
a livello delle Federazioni. Infantino fa sapere:
“L'obiettivo è sempre stato, è sempre sarà, di unire e
e migliorare”, tradotto: il Presidente ha vacillato, ha visto
una reazione che non si attendeva e ha avuto un sussulto di paura. Eppure era sicuro: aveva concupito
molti dei 211 aderenti al massimo organismo mondiale, mettendo sul
tavolo oltre 41 milioni di dollari. L'Uefa è scesa subito in campo, seguita anche da altre Confederazioni, social e media e hanno alzato
toni e voce. Troppo forte il richiamo 'allo spirito del giuoco' e
alla 'tradizione', si tratta di categorie che fanno ancora presa. Si
è paventata la svendita del football, in cambio di un diluvio di
miliardi. La Coppa del Mondo ha ancora un impatto emotivo
rilevante. Infantino parlava pubblicamente di decisione da prendere
democraticamente, bontà sua, convinto di essere solo lui il
referente di sé stesso. È stato respinto. È una prima crepa, un
primo sospiro di attacco al potere? Complicato fare previsioni. Il suo prossimo scopo è quello di allargare la rassegna a 64
squadre. Che succederà? Nel mese di marzo ci sarà il congresso per
eleggere il nuovo Presidente. Infantino, sino a qualche ora fa,
pareva saldo e senza rivali. Mancano ancora alcuni mesi, ma il nostro
comincia ad avere qualche dubbio. Forse la sua rielezione non è più
così scontata.
MONDIALE
Respinto