CALCIO ITALIANO
Libero di essere Baresi F.
Pubblicato il 01.08.2026 07:58
di A. L.
L'intero mondo calcistico ha espresso cordoglio per la morte di Franco Baresi. Nacque come libero, interpretato, nella fase iniziale della sua carriera, all'italica maniera. Era posizionato dietro lo stopper (il 5), che marcava a uomo il centravanti avversario. Tatticamente era concepito come l'ultimo baluardo. Difesa a uomo: è stata una categoria storica e imprescindibile del calcio italiano, portata ad altissimi livelli di applicazione. Il difensore era un marcatore spietato: la sua missione era depotenziare in tutti i modi possibili l'attaccante. Il libero doveva supervisionare e intervenire nell'ultima chiusura, molto spesso era dotato di visione di gioco e buona tecnica di base. Nell'estate 1987 giunse a Milanello, si trattava dell'era Berlusconi, Arrigo Sacchi. La rivoluzione scoppiò forte e completa, si passò alla zona. I quattro di difesa erano schierati in linea; il libero doveva fare un passo avanti; si adottava il fuorigioco; il pressing era esasperato; nessun arretramento, ma aggressione alta. Bisognava essere padroni del gioco e non subirlo. Baresi doveva apprendere, e si narra che Sacchi gli facesse vedere i filmati in VHS, delle movenze di Gianluca Signorini, il libero del Parma, la sua ex squadra. A lui avrebbe dovuto ispirarsi. Era il modello da cui prendere esempio. I giornali parlavano che fosse una lesa maestà, Baresi che prendeva lezione da Signorini. La rivoluzione fu messa in dubbio per qualche mese, l'innovazione era considerata un attacco decisivo contro la tradizione. Ma Berlusconi fu inflessibile: Sacchi era l'avanguardia, era lui il nuovo profeta. Baresi rispose in silenzio e sul campo. Il resto è avvenuto e la storia è nota.